GIOVENTÙ ITALIANA MASCHILE DI AZIONE CATTOLICA

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GIOVENTÙ ITALIANA MASCHILE DI AZIONE CATTOLICA. - Nome attuale (1931) del gruppo maschile, di cui il nome originario era Gioventù cattolica italiana (G. C. I.), la quale fu la culla dell'Azione Cattolica in Italia ed è oggi una delle sezioni nel quadro organizzativo dell'A.C.I., la sezione maschile dei giovani.

L'idea della Società maturò nella mente di un giovane patrizio di Viterbo, Mario Fani Giotti, che il 6 marzo 1866, dopo una notte di continua preghiera nella sua chiesa di S. Rosa, lanciò alla gioventù d'Italia il grido «Bisogna agire!». Pochi giovani suoi concittadini costituirono il «Circolo S. Rosa», primo della serie. Trovandosi a Bologna, nel 1867, incontrò il dott. Giovanni Acquaderini che diverrà più tardi il primo presidente generale della Società; conobbe pure il p. Pincelli, gesuita, dottore scrittore di opere ascetiche, e si parlò allora, la prima volta, della Società della G.C.I., per la quale il p. Pincelli dettò il primo regolamento. Il motto della Società era «preghiera - azione - sacrificio»; il suo scopo, determinato dalla «ineluttabile necessità di azione animosa ed energica», si proponeva di «costituire una associazione composta principalmente di giovani che, imperterriti e franchi negli atti e nelle parole, si gloriassero di portare alto ed intemerato il glorioso svelso della religione».

Questo programma fu lanciato a tutta l'Italia sotto forma di «appello», e tutta l'Italia rispose plaudendo alla iniziativa, mentre moltissimi giovani aderivano, fondando i primi circoli nelle diverse regioni della penisola. Il 2 maggio 1868 il Sommo Pontefice, rispondendo ad un indirizzo rivoltogli dal Consiglio superiore della Società della G. C. I., l'approvava ufficialmente con il breve «Dum filii Belial» e beneficendola incoraggiava la Società e le conferiva ricche indulgenze. La Società diede vita a tutta l'Azione Cattolica (v. AZIONE CATTOLICA ITALIANA (A. C. I)). L'anno successivo sorgeva a Roma il «Circolo di S. Pietro», che ha tutta una sua bella tradizione di fedeltà al papa e di opere di carità.

21. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - VI.
Nata per difendere il Papa, la G.C.I. si preoccupò fin dagli inizi di manifestare concretamente al Vicario di Cristo la sua fedeltà, e già nella prima udienza del 14 apr. 1869 Pio IX diceva: «Voi siete con me ed io con voi». E l'unione divenne sempre più forte, tanto che Pio XI dirà, molti anni più tardi: «Voi siete Noi e Noi siamo voi».

Il primo pellegrinaggio di devozione al Papa seguì nel 1869; in quest'occasione fu offerto al S. Padre il primo denaro di s. Pietro (v. ADOLFO DI ESSEN. PIETRO).

Il Giubileo pontificale di Pio IX nel 1871 servì per promuovere in tutto il mondo una grande crociata di preghiere e di opere per il Papa. Si organizzò allora anche un'esposizione vaticana, ripetuta nel 1888. Intanto si dava vita all'Opera dei Congressi cattolici.

Il Consiglio superiore approvava intanto il trasferimento della sede da Bologna a Roma nel 1880, l'anno della nomina di Filippo Tolli a successore di Giovanni Acquaderini.

Si promossero pellegrinaggi e nel 1891 si raccolsero a Roma per la prima volta i giovani cattolici di tutto il mondo. La G.C.I. assumeva un nuovo titolo: si costituivano molti gruppi di studi sociali, circoli universitari, ecc. Era l'anno della Rerum novarum.

Il campo di azione si allargava: i unioni di moralità, società sportive, preparazione alla vita politica ecc. Organo sociale fin dal suo sorgere fu l'Eco della G. C. I., che sospese le pubblicazioni nel 1879 e le riprese nel 1881 con il Bollettino della Società della G. C. I. Alla direzione della Società della G.C.I. si succedono il prof. Filippo Tolli (1880-81), il prof. Augusto Persichetti (1881-86), nuovamente il prof. Filippo Tolli (1886-88), l'avv. Guglielmo Alliata (1888-93), il marchese Giulio Sacchetti (1893-1900), indi Paolo Pericoli, che guiderà la G.C.I. dal 1900 al 1922.

La presidenza Pericoli inizia un'opera di maturità, promuovendo le «Opere». Basterà ricordare la Federazione delle associazioni sportive cattoliche italiane (F.A.S.C.I.; v.) fondata nel 1907 e la Federazione delle associazioni del teatro educativo (F.A.T.E.; v.) nel 1912. Nel 1916 è l'A.S.C.I. (Associazione scettica cattolica italiana) che viene promossa dal Consiglio superiore della Società della G.C.I., quando si dovette constatare che non era possibile vivere la vita scettica in seno al Corpo nazionale giovani esploratori italiani, troppo legato alla massoneria e all'anticlericalismo.

Nella grande guerra del 1914-18, la G.C.I. poté annoverare 10.000 morti, 17 medaglie d'oro, 703 d'argento, 82 di bronzo, 267 croci di guerra; raccolte di offerte per fornire gli altari, soccorsi ai profughi organizzati mediante innumerevoli uffici, 13.505.250 fogli di propaganda distribuiti fra i soldati.

Al termine della guerra riprende vita il Segretario di collocamento, fondato nel 1913, che prestò grandi servizi ai giovani, e viene fondata l'Unione nazionale tra i militari cattolici mutilati, invalidi e reduci di guerra, che nel 1922, al terzo congresso, vedrà riuniti a Bergamo più di 20.000 soci.

Con la solenne celebrazione del cinquantenario nel 1921 termina la presidenza Pericoli.

Nel sett., in occasione del grande pellegrinaggio internazionale di 50.000 giovani, nasce il Segretario internazionale della gioventù cattolica.

Con l'avvento del fascismo ad una ad una le opere cedono di fronte alla violenza del regime: nel 1926 l'Unione reduci, nel 1928 la F.A.S.C.I. e l'A.S.C.I. Nel 1931 viene addirittura soppressa la Società della G.C.I. ma il s. padre Pio XI, che nel 1929 aveva firmato la Conciliazione con lo Stato italiano, recati con forza e la G.C.I. poté rivivere con volto rinnovato. Cambiò anche il nome, che divenne «Gioventù italiana di azione cattolica» (2 sett. 1931), ma il programma non cambiò.

Sotto la presidenza dell'avv. Corsanego (1922-28) e dell'avv. Jervolino (1928-34) la G.C.I. ha compiuto passi giganteschi: la stampa diventa sempre più efficace, l'organizzazione più capillare, nasce la specializzazione degli «aspiranti» (cioè dei ragazzi dai 10 ai 15 anni), vengono promosse settimane nazionali di studio per i dirigenti che si tengono periodicamente a Roma, sorge «Gioventù italica», che diventa poco dopo l'A.V.E. (Editrice della gioventù).

Nel 1934 S. S. Pio XI nominava presidente centrale il prof. Luigi Gedda (1934-46). La Gioventù di A.C. diventa sempre più una potente scuola di formazione imposta su vicine impostato su base scientifica e la sua struttura è sempre più aderente alle esigenze dei tempi moderni.

Accanto agli aspiranti sorgono gli «unioni», cioè si precisa la fisionomia e la vita organizzata dei giovani dai 16 ai 21 anni; poi il quadro si completerà con il movimento «seniores» (21-30 anni).

Dalla massa dei giovani delle singole associazioni parrocchiali si cominciano a distinguere le élites, per dar loro un impegno e una formazione maggiore: i «capi» per gli aspiranti, e le «guide» per gli «unioni», mentre tutti i «seniores» sono chiamati ad essere «militanti».

Inoltre si differenziano ancora i giovani in studenti, lavoratori, rurali per impostare un'azione educativa più efficace e più aderente alle esigenze di ciascuno, e per conquistare più direttamente il rispettivo ambiente di vita.

Ogni anno la Presidenza centrale lancia un tema chiamato «campagna annuale».

Le Associazioni ricevono dal Centro nazionale i sussidi pratici per organizzare il ciclo di studio sul tema proposto, in due fasi, l'una interna, più lunga e impegnativa per i giovani di Azione Cattolica, l'altra esterna, in forma sintetica e brillante, per tutti i giovani della parrocchia. I temi delle 16 campagne annuali furono questi:

1) Santificazione della festa. 2) Vita parrocchiale del giovane. 3) Forti e puri. 4) Vivere la Cresima. 5) Servite Domino in laetitia. 6) La S. Messa. 7) Verso la vita. 8) Il sacerdote. 9) Dio lo vuole. 10) Cristo nel mondo del lavoro. 11) La carità cristiana nella vita sociale. 12) Salvatore di fanciullo. 13) Formiamo l'uomo. 14) Il cristiano e il mondo. 15) La vita interiore. 16) Il Corpo Mistico. Si ha quindi il periodo della guerra.

I dati sono ancora provvisori, ma soltanto per la lotta di liberazione si contano già 21 medaglie d'oro,

GIOVENTÙ II. MASCHILE DI AZIONE CATTOLICA - GIOVINIANO

14 d'argento, 3 di bronzo, mentre i soci caduti ammontano per ora a ca. 1000.

Risorgono le Opere (A.S.C.I., C.S.I. [Centro sportivo italiano; ex F.A.S.C.I.], Gioventù studentesca, Gioventù operaia, Gioventù rurale, Centro turistico giovanile).

Dal 1946 la Presidenza è al prof. Carlo Carretto. Oggi la G. C. I. si sente la spina dorsale della gioventù italiana, e nessuno ignora più l'importanza che ha assunto nella vita nazionale.

Ne fa fede una data memoranda: sett. 1948, celebrazione dell'80° della G.I.A.C. Convennero a Roma più di 300.000 giovani. Il S. Padre Pio XII ricevendo la gioventù in Piazza S. Pietro benediceva la prima pietra della «DOMUS PACIS» alla presenza dei rappresentanti di 52 Paesi. Il motto del 1868: «Preghiera - azione - sacrificio» firmato da Fani e da Acquaderini, non è stato smentito, ma pur con strutture diverse continua ad orientare, a guidare gli attuali 500.000 iscritti raccolti in 13.000 Associazioni parrocchiali. - Vedi tav. XLVII.

Bibl.: Bollettino della Società della G.C.I., Roma 1881; Saggio; Atti del primo e secondo Congresso cattolico italiano, Bologna 1874 e 1875; [V. Savarès], Azione sociale della Gioventù cattolica, in Civ. Catt., 1901, 1, p. 47; F. Olgiati, La storia dell'Azione Cattolica in Italia (1865-1901), 2° ed., Milano 1922; G. Carollo, Storia della G.C.I., I (1867-78), Roma 1920; A. Sassoli Tomba, Il primo Congresso cattolico italiano, Firenze 1934; E. Vercesi, Il movimento cattolico in Italia, 1934; F. Pellegrini, Il 75° della Società della G.C.I., in Civ. Catt., 1943, III, p. 302; S. S. G. Dalla Torre, Azione Cattolica e fascismo, Città del Vaticano 1944; L. Civardi, Manuale di Azione Cattolica, 11° ed., Roma 1947. Ernesto Talentino