GIUDIZIO TERMERARIO

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GIUDIZIO TERMERARIO. - È il pensar male degli altri senza un sufficiente motivo. Include quindi due elementi: a) l'adesione ferma della mente ad una proposizione sfavorevole agli altri; b) la mancanza di un motivo che autorizzi a farlo. Per il primo elemento si oppone al dubbio ed al sospetto temerario; il dubbio infatti (almeno nell'accezione abituale presso gli antichi) importa sospensione dell'assenso; il sospetto implica un inizio di adesione o tutt'al più un'adesione non ferma. Per il secondo elemento il g. t. si distingue dal g. non t.

Psicologicamente il g. t. nasce dalla tendenza alla precipitazione ed alla malignità che si trovano in ogni uomo e che inclinano fortemente a dare giudizi oltre i dati oggettivamente accertati. Entrambe le tendenze possono essere enormemente potenziate dalla passione e dall'interesse, soprattutto poi se si tratta di argomenti concreti e complessi. Per tale motivo sono frequentissimi i g. t. in politica ed in religione. Di tutto questo sono espressione già i noti effetti latini «ab uno disce omnes», «post hoc ergo propter hoc», ecc.

La morale naturale e la cristiana condannano il g. t. Innanzi tutto perché esse dissuadono in genere dal giudicare. Esse fanno presente che la moralità di un atto dipende soprattutto dal grado di avvertenza e di libertà con cui l'oggetto è stato voluto; poiché tutto ciò è difficilmente misurabile specialmente dagli estranei, è necessario che soprattutto questi si astengano il più possibile dal formulare giudizi. In tal senso insiste anche la Scrittura (v. , ad es., Mt. 7, 1; Lc. 6, 37; Rom. 14, 4; 1 Cor. 4, 5; 1 Cor. 4, 5, ecc). A tale motivo generale aggiungono l'obbligo, derivante dall'amore, di interpretare bene per quanto è possibile la condotta altrui, secondo quanto si dice in 1 Cor. 13 («charitas... non cogitat malum»), e l'obbligo, derivante dalla giustizia, di non giudicare oltre quello che consta. Infine fanno osservare che i giudizi tendono facilmente a trovare la loro espressione esteriore, creando quindi il pericolo di diffamare.

BIBL.: Dell'argomento trattano tutti i testi di teologia morale; cf., p. es., L. Genicot-J. Salsmans, Institutiones theol. mor., I, Bruxelles 1946, n. 425.