GIUSEPPA MARIA di SANT'AGNESE, beata. Religiosa agostiniana della Congregazione degli Scalzi nel monastero di Benigánim, in provincia di Valenza, nella Spagna. N. da povera famiglia il 9 febbr. 1625, m. il 21 genn. 1696. Il 25 ott. 1643 vestì l'abito religioso. Si distinse per una mirabile purezza e pazienza nelle avversità: per più anni restò muta. Fu beatificata le Leone XIII il 26 febbr. 1888. Festa il 21 genn. 1888; Summarium super virtutibus J. M. a S. Agnese, Roma 1851; G. Finiti, Vita della b. G. M. di S. A., Roma 1887; un'altra biografia ne scrisse S. R. Fullerad, e fu stampata ugualmente in Roma nel 1888; V. MATERA, Historia general de los Ermitanos de S. Agustín, IV, Santiago del Cile 1913, pp. 120-21. Davide Falcion.
GIUSEPPE (ebr. fòsèph; Ps. 81, 6 fèhòsèph = Dio accresce). - Giacobbe (v.) e di Rachele. La sua vita (Gen. 37; 39-48; 50) è movimentata. Invidiato dai fratelli, venduto schiavo, in Egitto, a causa dei desideri impuri della padrona, G., innocente, viene imprigionato. Abile ed ispirato interprete di sogni, del gran coppiere prima e del Re poi, diventa vicerè e alto commissario per l'approvigionamento d'Egitto. Costretti da necessità alimentari, i fratelli si recano in Egitto, dove G. li riconosce senza essere da loro riconosciuto. G. li espone a varie prove ed alla fine si riconcilia con loro (Iddio ha fatto tutto per il meglio), fa venire il padre e assegna alla famiglia, con autorizzazione del Faraone, per stabile dimora la terra di Gessen. È l'inizio del soggiorno e, in seguito, della servitù degli Ebrei in Egitto.
G. muore in Egitto e viene ivi sepolto, ma all'atto dell'esodo gli Israeliti trasportano la salma a Sichem (Gen. 48, 22), la terra che gli fu donata dal padre (Jos. 24, 32).
I due figli di G., Ephraim e Manasse, addottati da Giacobbe, sono considerati come capi di due tribù in Israele.