GIUSEPPE CAFASSO, santo. - N. il 16 genn. 1811 a Castelnuovo d'Asti e m. a Torino il 23 genn. 1860. Frequentò gli studi ecclesiastici nel Seminario di Chieri, e fu ordinato sacerdote nel 1833. Distinto per
ingegno, pietà e costumi, entrava nel 1834 Convitto ecclesiastico di Torino (v.), dove il teologo Luigi Guala (v.) teneva conferenze di teologia morale, interpretando gli insegnamenti di s. Alfonso, contro i rigori giansenisti tuttora vivi in Piemonte. Dal 1836 vi esercitò egli medesimo l'ufficio, prima di ripetitore privato, poi di rettore del Convitto e di maestro di teologia alfonsiana e sacra eloquenza, distinguendosi per sodezza di dottrina ed efficacia pratica nell'insegnamento. Tra i numerosi allievi, per mezzo dei quali molto contribuì al rinnovamento intellettuale e spirituale del clero, si annovera s. Giovanni Bosco, suo primo biografo. Si distinse inoltre nella direzione spirituale delle anime, nel dettare esercizi spirituali, specie al laicato nobile e colto, nell'assistenza ai morenti. Assistette in particolar modo i carcerati e i condannati al patibolo, tanto da venir chiamato il prete della forca. Fu beatificato da Pio XI nel 1925 e canonizzato nel 1947 da Pio XII; è patrono dei cappellani delle carceri. Dopo la sua morte sono state date alle stampe le sue Meditazioni e Istruzioni al clero.
Porta il suo nome l'Atto di accettazione della morte, che egli era solito praticare ogni mese. Festa il 23 genn.