GLABRIONE ACILIO

GLABRIONE ACILIO. - Appartenente a nobile famiglia senatoria, fu console nei 91 d. C. insieme con Traiano; fu fatto uccidere da Domiziano nel 95 dopo essere stato costretto a combattere con un leone in una villa di Albano.

Sembra che G. fosse perito per la sua adesione al cristianesimo. Secondo la testimonianza di Svetonio (Domitianus, 10), infatti, Domiziano fece uccidere molti senatori e consolari tra cui G. perché «molto riserum novarum». Dione Cassio (Ilit., 67, 14) aggiunge che G. fu condannato perché accusato di ateismo e per aver abbracciato i costumi dei Giudei. Ora è noto che nei primi secoli queste accuse erano dirette contro i cristiani convertiti dal paganesimo, onde il cristianesimo di G. è molto probabile. Le testimonianze letterarie hanno poi un'indiretta conferma dall'esistenza di un epopeo cristiano apparentemente alla famiglia degli Acili, discendenti da G., scoperto da G. B. De Rossi nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria nuova, che rimonta al sec. II.

BIBL.: G. B. De Rossi, L'epopeo degli Acili Gliabroni nel cimitero di Priscilla, in Bull. arch. crist., 4° serie, 6 (1888-89), pp. 15-66; P. Allard, Storia critica delle persecuzioni, I, trad. it., Firenze 1932, pp. 101-105.