GOBAT, GEORGES. - Gesuita, moralista, n. a Charmoille (Basilea), il 1° ag. 1600, m. a Costanza il 23 marzo 1679. Gesuita nel 1618, fu professore, prima di filosofia a Friburgo di Svizzera (1631-40), poi per 24 anni (1641-66) di teologia morale nella stessa Friburgo, a Lucerna, Hall, Monaco, Ratisbona e Costanza, dove fu anche per 21 anni penitenziere della Cattedrale. Nello stesso tempo fu anche rettore ad Hall (1647-50) e a Friburgo (1654-56).
Molte opere scrisse di teologia morale e casistica intorno alle indulgenze, i Sacramenti, l'ubriachezza, i voti, le superstizioni, il Matrimonio, diffuse tanto che i superiori gli ordinarono di raccoglierle insieme. Il G. vi attese, rivedendo tutto bene; ma il suo lavoro fu interrotto dalla morte. Quindi quest'opera principale, che abbraccia tutte le altre, uscì postuma: Opera moralia omnia (3 voll., Monaco 1681). Dei trattati ivi contenuti va ci-
tato in particolare Clipeus clementium iudicum (Costanza 1659; migliore l'ed. di Augusta 1612; ancor migliorata nell'Opera moralia omnia) in difesa del probabilismo contro gli assalti e le accuse del Pascal. Gli Opera omnia furono colpiti dalla censura del vescovo di Arras, che dall'ed. di Douai (1701) estrasse 32 proposizioni, giudicate lassiste: Censure faite par mons. l'évêque d'Arras (Arras 1703); il che suscitò molti difensori, tra cui principale: [Crist. Rassler]. Vindicine Gobotianae (s. l. 1706). Veramente il G., di una straordinaria strettezza e austerità, quando si trattava di sé, si mostrò, spinto da troppo buon cuore verso gli altri, soverchio largo in alcune sentenze, che furono condannate da Innocenzo XI il 2 marzo 1679.