GURY, JEAN-PIERRE

GURY, JEAN-PIERRE. - Gesuita, moralista e casuista, n. a Mailleroncourt (Haute-Saône) il 23 genn. 1801, m. a Mercoeur (Haute-Loire) il 18 apr. 1886, mentre predicava una missione. Insegnò teologia morale nello scolastico di Vals (Le Puy) dal 1834 al 1847; lo stesso anno fu chiamato a Roma per il medesimo incarico all'Università Gregoriana; ma già l'anno seguente, per i moti rivoluzionari, tornava a Vals, continuandovi il suo insegnamento fino alla morte.

Frutto del suo studio sono due opere rimaste assai celebri: Compendium theologiae moralis (2 voll., Lione-Parigi 1850) e Cusus consuntiae (2 voll., Le Puy 1862). Il Compendium, che segue le orme di H. Busenbaum e s. Alfonso de' Liguori e si appoggia ai lavori del card. Th. de Gousset, si distingue per doti particolari: brevità, praticità, chiarezza, ordine e concatenamento delle questioni: nozione concisa ed esatta dell'argomento, esposizione dei principi generali e loro applicazione, questioni particolari e pratiche di uso immediato. Per questo fu accolto con grande favore in Europa e fuori, tanto che l'autore stesso ne pubblicò 17 edizioni. Non mancarono critiche fondate e spesso infondate. Alle prime rispose con gli aggiornamenti arrecati alle successive edizioni, moltiplicatesi anche fuori di Francia; teneva anzi pronta un'opera di maggior mole, che però avrebbe richiesto per

la stampa energie superiori alle sue; il lavoro fu altrimenti compiuto da suoi colleghi, quasi tutti Gesuiti; per l'Italia: A. Cercià (Napoli 1854), A. Ballerini (Torino 1866), G. Melandri (Roma 1872), D. Palmieri (Prato 1894), R. Tummolo (Napoli 1919), T. A. Jorio (ivi 1934); per la Francia: A. Dumas (Lione 1874), A. Bulot (Parigi 1905); per la Germania: A. Seitz (Ratisbona 1853); per la Spagna: V. Casajoana (Barcellona 1882), J. B. Ferreres (1902); per gli Stati Uniti: L. Sabetti (Nuova York 1887); molte di queste edizioni e adattamenti contano numerose edizioni fino ai nostri giorni. Alle seconde rispose difendendo le fonti, alle quali aveva attinto.

Altre tempeste affilissero il G., scoppiate nel Parlamento francese e in Germania, nelle quali egli fu citato come il solito esempio, ma più recente, della perfida morale dei Gesuiti; ma quelle asserzioni false e infondate furono facilmente controbattute.

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1956-59; Hurter, V, coll. 1384-1385; [J. Desjardins], Vie du rév. p. J.-P. G., Parigi 1867; H. Noldin, recensione delle varie edizioni francesi, tedesche, ecc., in Literar, Handweiser, 59 (1875), coll. 74-78, 107-11, 207-13; B. Duhr, Je-

suiten-Fabeln, 4ª ed., Friburgo in Br. 1904, pp. 474-83, trad. it., II, Firenze 1908, pp. 18-23; A. Brou, Les Jésuites de la légende, II, Parigi 1907, pp. 312-15. Celestino Testore

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“GURY, JEAN-PIERRE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 779. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gury-jean-pierre.