HABERT, LOUIS. - Teologo moralista francese, di tendenze giansenistiche, n. a Blois o nei pressi nel 1635, m. a Parigi il 7 apr. 1718. Divenne dottore del Collegio Navarrico e fu vicario generale di più vescovi.
Oltre la sua collaborazione ad opere di indole pastorale, uscite anonime, scrisse una Theologia dogmatica et moralis (7 voll., Lione 1709-12; 8 voll., Venezia 1770). Quest'opera venne proibita e disapprovata per giansenismo da alcuni vescovi, tra cui Fénelon, che la sottopose a severa critica. Fu impugnata anche da M. Dumas, dottore della Sorbona, nelle Lettres d'un docteur de la Sorbonne (lett. 4), a cui rispose l'H. con la Réponse à la quatrième lettre d'un docteur de la Sorbonne (1714).
Condannato all'esilio per non aver accettata, se non con gravi riserve, la bolla Unigenitus, tornò dopo la morte di Luigi XIV, dedicandosi ancora alla casistica nel Collegio Navarrico fino alla sua morte.