GRADENWITZ, OTTO

GRADENWITZ, OTTO. - Giurista, n. a Breslavia il 16 maggio 1860, m. a Heidelberg il 7 luglio 1935.

Fu professore di diritto romano, dapprima straordinario a Berlino nel 1890, donde passò a Königsberg (1895), poi a Strasburgo (1907) e infine a Heidelberg dove insegnò fino al 1928. Fu colui che risuscitò la critica delle fonti, ricollegandosi a quanto avevano fatto Cuiacio e Fabro; e, per il momento in cui apparve (1887), nel massimo fiorire della pandetistica, la sua opera *Die Interpolationen in den Pandekten*, è l'opera di un precursore (v. INTERPOLAZIONI). La critica del testo ebbe in lui un indagatore acutissimo e di straordinaria versatilità, che applicò il metodo della decomposizione ai testi giuridici giustiniani e teodosiani, alle leggi repubblicane, alla Regola di s. Benedetto e agli scritti di Bismarck. A lui si deve l'impulso dato al *Vocabularium iurisprudentiae romanae*; alla sua fatica personale è dovuto l'Heidelberger *Index zum Theodosianus* (1925; V. CODEX THEODOSIANUS), l'indice delle *Novelle teodosiane* e posteodosiane; i *Laterali vocum latinarum* (1904), doppio indice di tutto il lessico latino in ordine alfabetico diretto ed inverso.

Curò inoltre l'edizione dei *Fontes iuris romani antiqui* del Bruns arricchendola di indici; e scrisse una *Einführung in die Papyruskunde* (Lipsia 1900) ancora utilmente consultata.

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BIBL.:** O. G., in *Die Rechtswissenschaft der Gegensätze in Selbstdarstellungen*, Lipsia 1948; E. Albertario, O. G., in *Studia et documenta historiae et iuris*, 2 (1936), p. 251 sqq.

**GRADI:** a) accademici: V. BACCELLI, LIBERATO, BACCELIERA; LAUREA; LICENZA; b) gerarchici: V. POTERE, DIVISIONE del; c) di cognizione: V. AFFINITÀ; CONSANGUINEITÀ.