GRAMSCI, ANTONIO

GRAMSCI, Antonio. - Uomo politico e scrittore, n. ad Ales (Cagliari) il 23 genn. 1891, m. a Roma il 27 apr. 1937. Fu dal 1924 segretario del Partito comunista italiano; arrestato dal governo fascista l'8 nov. 1926, passò il resto della sua vita in prigione; malato per gli stenti subiti, m. in una clinica.

Article illustration
Gramatica, Antiveloito - Il Salvatore tra i ss. Stanislao e Adalberto. In basso a. Giacinto. Quadro dipinto verso il 1954 Roma, pala dell'altar maggiore della chiesa polacca di S. Stanislao.

Oltre gli articoli su l'Ordine nuovo lasciò, inediti, i suoi quaderni scritti in carcere: sia da essi sia dalle Lettere dal carcere (5ª ed., Torino 1948) si può ricostruire la sua assidua polemica tesa a portare la teoria comunista dal meccanicismo del materialismo storico al «neonanesimo» della filosofia della prassi. Acute pagine o semplici spunti ha vcrgato sui rapporti tra nord e sud e tra città e campagna durante il Risorgimento, sulla formazione degli intellettuali e la loro parte nel sistema classista, sulle classi «subalterne», sulla letteratura popolare, sul cosmopolitismo della controriforma, sul Machiavelli. I suoi limiti nell'esame della storia della Chiesa cattolica sono nell'immissione che fa tra Chiesa «politica» e Chiesa istituito religioso: secondo G. «il papato ha colpito il modernismo come tendenza riformatrice della Chiesa e della religione cattolica, ma ha sviluppato il popolarismo, cioè la base economico-sociale del modernismo» (Il risorgimento, Torino 1949, pp. 72-73). In realtà al G. sfugge l'unità del Corpus Christi mysticum, mentre non sfugge al suo realismo sociale l'unità culturale della Chiesa cattolica, la cui forza consiste nel sentire «la necessità dell'unione dottrinale di tutta la massa religiosa» e nel lottare «perché gli strati intellettualmente superiori non si stacchino da quelli inferiori» (Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, ivi 1948, p. 7); su questo piano spiega l'opposizione dei cattolici al Croce: «i cattolici capiscono molto bene che il significato e la funzione intellettuale del Croce non sono paragonabili a quelli dei filosofi tradizionali, ma sono quelli di un vero riformatore religioso, che per lo meno riesce a mantenere il distacco tra intellettuali e cattolicismo e quindi a rendere, in certa misura, difficile anche una forte ripresa clericale nelle masse popolari» (op. cit., pp. 182-83). Il G. intende però il cattolicesimo come una cattiva funzione sociale da superare e non come unione spirituale di credenti. Per G. nell'età moderna, ad opera del liberalismo, il cattolicesimo su un piano religioso non sarebbe ormai in gran parte che una superstizione. Con la Restaurazione il cattolicesimo, da posizioni integrali nel campo della cultura e della politica, sarebbe disceso a partito contrapposto ad altri partiti (Note sul Machiavelli, Torino 1949, p. 233 sgg.).

BIBL.: Abbondante bibl. in S. F. Romano, s. V. ENOCH. Ital., Appendice II, pp. 1075-76, a cui si aggiunge: E. Passerin, Posizioni e polemiche tra storia e sociologia, in Studium, 44 (1948), p. 22 sgg.; M. Sanciprano, L'umanesimo assoluto di A. G., in Ilumanitas, 4 (1949), p. 685 sgg.; M. Aloisi, G. la scienza e la natura come storia, in Società, 6 (1950), pp. 385-410. Massimo Petrochi