GRAVINA, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Bari; deve il nome agli scoscesi burroni che si aprono sui fianchi delle Murge verso lo Ionio.
(fot. Ene. Catt.) GRAVINA, GIAN VINCENZO - Ritratto - Roma, Biblioteca Angelica.STORIA. - Un «Petrus episcopus Gavensis» partecipò alla consacrazione di papa Adriano II (867); per cui se, come pare giusto, lo si attribuisce a G., egli sarebbe il primo vescovo della città. A lui successe Leone, che intervenne quale delegato apostolico alla Dieta di Ponthion, indetta da Carlo il Calvo (876) e vi pronunciò un discorso. Nel 968 l'imperatore Niceforo Foca, con l'imposizione del rito greco, concedeva al nuovo metropolita di Otranto la facoltà di eleggere i vescovi della regione e gli assegnava cinque altre città suffraganee, tra cui G. Il rito greco rimase nella roccaforte bizantina fino alla fine del sec. x, poi lentamente scomparve e la diocesi passò da Otranto a Matera (1052). Tra i vescovi si notano: Roberto, che intervenne al Concilio Lateranense di Alessandro III (1179) e Giulio Sacchetti, fiorentino (1623), poi cardinale. Nel 1818, Pio VII univa le due sedi di G. e Irsina. È oggi immediatamente soggetta alla S. Sede. La diocesi ha una superficie di 660 kmq. con 36.000 ab., conta 10 parrocchie, 33 sacerdoti diocesani e 4 regolari.
MONUMENTI. - La Cattedrale fu fondata nel 1092 dal normanno Umfrido, ma della costruzione medievale restano un rosone e la facciata incompleta. La chiesa attuale, dedicata a Maria S.ma Assunta, è opera del sec. xv; pregevoli il coro ligneo (1579) e un armadio della sacrestia (1561). Caratteristiche le grotte che costellano le falde di un burrone accidentato, di cui le principali sono: la cripta di S. Michele, chiesa a cinque navate scavata nella roccia, con pilastri quadrilateri; la cripta Tota e la cripta del Redentore o di S. Vito Vecchio con un grande Cristo in trono e quattro angeli (ca. sec. xiv). Notevoli pure il chiostro romanico di S. Sebastiano con pilastri cruciformi, la chiesa di S. Francesco, opera del Rinascimento, e la chiesa di S. Sofia.
BIBL.: H. W. Schulz, Denkmäler der Kunst des Mittelalters in Unteritalien, I, Dresda 1860, pp. 9 e 159; IV, ivi 1860, documento CCCXIII a p. 115; J. Gay, L'Italie méridionale et l'Empire byzantin, Parigi 1904, pp. 325, 352, 549 e passim; E. Bertaux, L'art dans l'Italie méridionale, I, ivi 1904, pp. 117, 132, 150 e passim; P. Calderoni-Martini, G. e l'antica Silvium, Gravina 1920, pp. 45, 61 sgg.; A. Vinaccia, I monumenti medievali di Terra di Bari, I, Bari 1915, pp. 43-46; II, ivi 1915, pp. 123 e 147; G. Gabrieli, Inventario topografico e bibliografico delle cripte eremitiche basiliane di Puglia, Roma 1936, pp. 39-40; A. Medea, Gli affreschi delle cripte eremitiche pugliesi, ivi 1939,
pp. 59-67, tsvv. 14-23; D. Nardone, Documenti inediti di Carlo VIII re di Francia in G., in Iapigia, 13 (1942), pp. 225-32. Pasquale Testini
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“GRAVINA, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 615. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gravina-diocesi-di.