GRAVINA, DOMENICO. - Teologo domenicano, n. a Napoli nel 1547 ca., m. a Roma il 26 ag. 1643. Insegnò in vari conventi, fu promosso maestro in teologia nel 1608. Dal 1610 professore al Collegio S. Tommaso a Roma, nel 1622 reggente allo Studio di Taranto; fu pure provinciale di Napoli e infine procuratore generale e vicario generale dell'Ordine (1643). Sepolto nella Chiesa della Minerva.
Uno dei più dotti ed illustri domenicani dell'epoca. Lasciò varie opere, la maggiore parte ancora manoscritte. Da ricordare: Catholicae praescriptiones adversus omnes veteres et nostri temporis haereticos, in 12 tomi, di cui editi solo quattro in 7 voll. (Napoli 1619-39). Contro il card. Bellarmino, che nel suo De gemitu columbae aveva criticato gli antichi Ordini religiosi, scrisse: Vox torturis seu de florenti usque ad nostra tempora... sacrarum Religionum statu (ivi 1625). Alla risposta di un gesuita (U. Roth), ribatté con Congeminata vox turturis... iterato occinentis (ivi 1633). Contro l'apostata dalmata Marc'Antonio de Dominis, già vescovo di Segni e arcivescovo di Spalato, pubblicò: Pro sacro fidei catholicae et apostolicae deposito... apologeticus (ivi 1628), e Pro sacrosanto Ordinis sacramento vindiciae orthodoxae (ivi 1634). Scrisse ancora: Ad discernendas veras a faisis visionibus et revelationibus βασανίστης haec est lapis Lydys (2 voll., ivi 1638).