GROSSATESTA (GREATHEAD), ROBERT

GROSSATESTA (GREATHEAD), ROBERT. - Teologo e filosofo inglese, n. a Stradbrook (conta di Suffolk) ca. il 1175, m. a Lincoln nel 1253. Studiò a Lincoln ed a Oxford, dove nel 1222 fu eletto cancelliere dell'Università. Maestro di teologia nello studium dei Frati Minori di Oxford (1224-35), arcidiacono di Leicester (1220-32), nel 1235 fu nominato vescovo di Lincoln (donde la denominazione medievale di Lincolnensis). Nel governo della diocesi, che allora era la più grande d'Inghilterra, sostenne aspre lotte per l'attuazione di un vasto piano di riforme; resistette anche ad Innocenzo IV, quando questo Papa gli chiedeva la collazione di benefici per chierici d'altri paesi.

L'opposizione fu piuttosto frutto di zelo intempestivo, che indice di ribellione, poiché il G. era un fervido assertore del primato romano; gli storici anglicani pertanto a torto lo considerano come un precursore del protestantesimo.

Sebbene il G. non abbia studiato, come sembra probabile, a Parigi, tuttavia le sue relazioni con Alessandro di Hales e con Giovanni della Rochelle (de Rupella) lo collegano al movimento intellettuale di quel centro, ai cui programmi chiaramente s'ispira. I suoi numerosi opuscoli filosofici (ca. 27, la cui edizione critica fu curata da L. Baur, Die philosophischen Werke des Robert Grosseteste, Bischofs von Lincoln [Beiträge zur Geschichte der Philosophie und Theologie des Mittelalters, 9], Münster 1912) toccano problemi di metafisica, di psicologia, soprat-

GROSSATESTA ROBERT - GROSSETO

trad. II. di V. Miano, Firenze 1945, pp. 35-38, 80-85 (con diffusa esposizione del pensiero filosofico del G.); A. Callus, The Date of Grosseteste's Translations and Commentaries on Pseudodionysius and the Nicomachean Ethics, in Recherches Th. anec. médiévale, 14 (1947), pp. 186-210; I. De Ghellinck, Le mouvement théologique du XIIe siècle, 2a ed., Bruges-Parigi 1948, pp. 386-93 (sulla traduzione del De fide orthodoxa del Damasceno, con riferimento agli studi del p. Hocedez). Antonio Piolanti