GROSOLI, GIOVANNI. - Conte, senatore, n. a Carpì il 20 ag. 1859, m. ad Assisi il 20 febbr. 1937.
Entrato ancor giovanissimo nelle Opere cattoliche, che egli sviluppò in Ferrara, dove risiedeva, nel 1902 fu chiamato da Leone XIII alla presidenza dell'Opera dei Congressi, in un momento particolarmente difficile per le intemperanze di d. Romolo Murri e l'insorgente modernismo. Il G. non riuscì a contemperare le discordanti correnti e nel 1904 dovette rassegnare le dimissioni. Si dedicò allora alla stampa cattolica, ma anche in questo campo l'opera sua non incontrò l'approvazione della S. Sede e dovette ritirarsi.
Papa Benedetto XV lo riportò invece in piena luce, conferendogli - insieme con il marchese Crispolti e il conte Dalla Torre - la direzione dell'Azione Cattolica italiana e ritirando la sconfessione comminata al cosiddetto «trust» dei giornali cattolici che facevano capo al G. (Avvenire d'Italia, Momento, Corriere d'Italia, Corriere di Sicilia, Italia).
Dopo la prima guerra mondiale fu tra i fondatori del Partito popolare, e all'avvento del fascismo, illudendosi di poter conciliare il movimento cattolico con il regime, si adorò per la costituzione del Centro nazionale. Deluso nelle sue speranze e gravemente colpito nelle risorse economiche dal crollo di istituti bancari a cui aveva dato vita, trascorse nel nascondimento e nella preghiera i suoi ultimi anni. Dal 3 ott. 1920 era senatore del Regno d'Italia.
RENZO U. Montini