GRIMANI, DOMENICO

GRIMANI, DOMENICO. - Cardinale, n. a Venezia il 22 febbr. 1461 da Antonio, poi doge, e da Caterina Loredan; ebbe il dottorato in arti il 23 ott. 1487 a Padova, acquistò fama di valente filosofo e fu in relazione con Pico della Mirandola, con il Poliziano e con Lorenzo de' Medici. Segretario apostolico e protonotario il 1º ott. 1491, per opera del padre fu creato cardinale da Alessandro VI il 20 sett. 1493 ed il 13 sett. 1497 nominato patriarca di Aquileia.

Tenne costantemente le parti della sua Repubblica presso Giulio II durante la guerra di Cambrai. Guastatosi con Leone X lascio la Curia, ovvero alla morte di questo il partito mediceo e stette in ottime relazioni con Adriano VI. Morì il 27 ag. 1523 a Roma; era allora vescovo di Porto (dal 20 genn. 1511). Fu protettore dei Francescani al momento della divisione dell'Ordine; ed ebbe parte anche nel giudizio di Giovanni Reuchlin. Celebre fu la biblioteca che il cardinale lasciò in gran parte al monastero di S. Antonio di Castello a Venezia, andata poi bruciata e dispersa. Costrui a Roma una villa sul luogo dove sorse poi il Palazzo Barberini e raccolse medaglie, cammei, statue antiche di grande valore, ed inoltre quadri, e comprò il celebre breviario miniato che lasciò alla sua Repubblica insieme con buona parte delle antichità. - Vedi tav. LXXXV.

BIBL.: G. Coggiola, Il breviario G., Leida-Milano 1908; P. Paschini, D. G. cardinale di S. Marco, Roma 1943.
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“GRIMANI, DOMENICO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 700. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/grimani-domenico.