GUALTERIO, FILIPPO ANTONIO. - Statista e storico, n. in Orvieto il 6 luglio 1819, m. a Roma il 10 febbr. 1874.
Noto per dote pubblicazioni storiche ed archeologiche, fu intendente generale dell'esercito pontificio nel Veneto durante la campagna del 1848; e l'anno successivo, rifiutata la sua adesione alla Repubblica romana, si trasferì prima a Firenze e quindi a Torino, dove compose il libro su Gli ultimi rivolgimenti italiani (Firenze 1815), che gli diede vasta rinomanza. Assolve importanti missioni per conto del Cavour, ebbe gran parte nella rivoluzione toscana del 1859 e nell'insurrezione perugina dello stesso anno, preparò l'annessione dell'Umbria al Regno di Sardegna. Deputato di Cortona e prefetto in diverse importanti sedi, fu ministro dell'Interno nel gabinetto Menabrea nell'autunno del 1867, non senza avere assunto forti responsabilità riguardo al moto contro lo Stato pontificio, che si concluse con Mentana.
Vittorio Emanuele II lo volle ministro della Real Casa, e nell'esercizio di tale carica suggerì al sovrano le nozze del principe ereditario con la cugina Margherita. Aperto avversario del Rattazzi, e inviso al Lanza, all'avvento del ministero Lanza-Sella si ritrasse a vita privata, adoperandosi per una pacifica soluzione della «questione romana». Sconfessato, perdette la ragione e morì a pompa cinquantaquattrenne.