GRÜNEWALD, MATHIS. - N. probabilmente ad Aschaffenburg nella seconda metà del XV sec., operante dal 1500 al 1528 nelle città del medio Reno, specialmente a Magonza, fu citato nel 1531 da Melantone, accanto al Dürer ed al Cranach, come uno dei più grandi pittori tedeschi. Solo uno delle sue opere è firmata non monogrammaticamente, e solo recentemente fu proposta l'identificazione dell'artista con Mathis Gotthardt-Neithardt, sulla scorta di alcuni documenti e del testamento.
Le sue prime opere, fra cui il Cristo oltraggiato del 1503, che rivela già una assoluta coerenza artistica, mostrano, soprattutto per l'uso delle figure chiare su sfondo azzurro cupo, analogie con le opere di Holbein il Vecchio, tracce di influenze mantegnesche e leonardesche, quasi certamente filtrate attraverso la pittura fiamminga con cui G. sembra in stretta relazione, specie per l'amore del macabro e del fantastico derivatogli dal Bosch.

GRÜNEWALD, MATHIS - Cristo cade volto la croce.
Karlsruhe, Pinacoteca.
M. G. è in certo senso il pittore tedesco più lontano dal gusto del Rinascimento italiano; la sua pittura è caratterizzata da un acceso colorismo, da un realismo talvolta brutale e da una eccezionale potenza di espressione. Delle sue opere sono rimasti parecchi disegni e 14 tavole, fra cui meritatamente celebre la pala a sportelli della collegiata di Isenheim (1511), la Madonna di Stupach (1517-19) e la Crocifissione di Aquisgrana (1520).