GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontefici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuarvi dei regolari reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «confederatis Superioris Alemanniae» di aver dato l'incarico a Pietro Von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 sol-
dati svizzeri per la custodia del Palazzo Apostolico, munendo lui ed il capitano Gaspare de Silinon di un lasciapassare per il viaggio. Il 21 genn. 1506 giunsero a Roma 150 soldati svizzeri che, guidati dai due suddetti, per Porta del Popolo andarono a Piazza S. Pietro, ove il Sommo Pontefice li benedisse dalla loggia di Paolo II. Questa data e questo ingresso solenne sono ormai ritenuti dalla G. s. p. come la regolare fondazione del corpo, della quale nel 1906 fu celebrato il quarto centenario.
Diedero essi subito prova della fedeltà al Sommo Pontefice poiché nel sacco di Roma del 1527 ne caddero 147.
I sommi pontefici stipularono altre capitolazioni o tacite rinnovazioni delle precedenti per il reclutamento delle G. s. p. Più volte esse furono congedate o disciolte, subendo le vicende della S. Sede.
Pio X, con un nuovo regolamento del 13 marzo 1914, riorganizzò il corpo, che si compone di 6 ufficiali (tra cui il capitano comandante), un cappellano, 15 sottufficiali e 115 guardie (alabardieri), scelte tra i nativi dei Cantoni svizzeri, eccetto il Ticino. L'incarico del reclutamento e del completamento del corpo è affidato al capitano. Le reclute giurano sopra la bandiera della compagnia servizio fedele al sommo pontefice ed ai suoi legittimi successori e in caso di sede vacante al S. Collegio dei cardinali. Tale giuramento si effettua ogni anno con pittoresca cerimonia nel cortile del Belvedere nel Palazzo Vaticano.
Il capitano comandante, che ha il grado di colonnello, fa parte della nobile anticamera pontificia ed è di diritto cameriere spada e cappa (v.). Il tenente ed il sottotenente con il grado di maggiore sono di diritto camerieri d'onore di spada

Benedetto XV, con dispaccio del cardinale segretario di Stato del 20 maggio 1919, decise spettare alla G. s. p. la precedenza sulla Guardia palatina d'onore.
Alla G. s. p. è affidata la custodia della Sacra Persona del Sommo Pontefice. Essa poi custodisce di giorno e di notte la residenza del papa, specialmente agli ingressi esterni. Presta servizio in tutte le cappelle papali ed in altre funzioni e per questo riceve gli ordini anche da monsignor maggiordomo. In tempo di sede vacante essa sta agli ordini del cardinale camerlengo fino all'ingresso dei cardinali in Conclave, che da essa è custodito. Da quel momento fino alla elezione del nuovo sommo pontefice la G. s. p. ha per suoi superiori i cardinali capi d'ordine ed il maresciallo del Conclave.
Nella legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano (7 giugno 1929) fu riconfermata la diretta dipendenza della G. s. p. dal sommo pontefice (art. 2), ma fu inoltre stabilito che il governatore dello Stato della Città del Vaticano, ai fini della sicurezza e della polizia, può richiedere anche l'assistenza della G. s. p. in quanto sia necessaria (art. 7).
La G. s. p. veste tutt'ora il caratteristico costume, attribuito a Michelangiolo.