Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (*Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis*).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (*Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis*).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (*Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis*).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (*Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis*).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (*Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis*).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA. - È un corpo di soldati svizzeri, in servizio nella Città del Vaticano (*Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis*).
Fin dal sec. XIV alcuni soldati svizzeri si trovavano al servizio della S. Sede nello Stato pontificio, come negli altri Stati. Nel sec. XV si fa menzione di loro nei vari possessi dei sommi pontifici.
Sisto IV (1471-1484) tentò, come sembra, varie volte di accordarsi con gli Stati federali od i vari Stati svizzeri per effettuare dei regolamenti reclutamenti.
Giulio II ebbe poi l'idea di formare un corpo stabile e disciplinato di soldati svizzeri alla dipendenza diretta della S. Sede per l'immediata custodia della Sacra Persona del S. Pontefice e dei Sacri Palazzi Apostolici. Infatti, il 21 giugno 1501, comunicò agli Stati «con-federati Superiori Alemmane» di aver dato l'incarico a Pietro von Hertenstein, «cubiculario nostro», di condurre a Roma 200 soldi Palazzo Apostolico, in silenzio.
La nomina del comandante (che può essere scelto anche fuori del corpo) e l'avanzamento degli ufficiali sono fatti con il consenso sovrano. Le nomine delle guardie sono fatte dal cardinale segretario di Stato e dopo che esse abbiano prestato il prescritto giuramento.
La G. p. d'ò. dipende direttamente dal cardinale segretario di Stato, è destinata al servizio del sommo pontificio e prende posto nell'anticamera, dopo la guardia nobile, con un picchetto di 6 guardie al comando di un sergente o di un caporale. L'ufficiale di servizio occupa invece un'altra sala, insieme all'ufficiale della Guardia svizzera. La G. p. d'ò. presta servizio nei pontificali e nella cappella pontificia con un distaccamento proporzionale al posto che deve occupare. Per tali servizi è a disposizione del maestro di camera.
Durante il periodo di sede vacante è a disposizione del cardinale camerlengo e del maresciallo del Conclave (art. 2 del regolamento vigente).
La G. p. d'ò. ha la sua bandiera bianca e gialla frangata ed ornata in oro, che è l'unica superstite delle bandiere reggimentali, date da Pio IX nel 1859 all'esercito pontificio; al centro vi si pone lo stemma del pontefice regnante. È il solo corpo armato pontificio che abbia una banda musicale.
Benedetto XV, con dispaccio del cardinale segretario di Stato del 20 maggio 1919, decise spettare alla G. s. p. la precedenza sulla Guardia palatina d'onore.
Alla G. s. p. è affidata la custodia della Sacra Persona del Sommo Pontefice. Essa poi custodisce di giorno e di notte la residenza del papa, specialmente agli ingressi esterni. Presta servizio in tutte le cappelle papali ed in altre funzioni e per questo riceve gli ordini anche da monsignor maggiordomo. In tempo di sede vacante essa sta agli ordini del cardinale camerlengo fino all'ingresso dei cardinali in Conclave, che da essa è custodito. Da quel momento fino alla elezione del nuovo sommo pontefice la G. s. p. ha per suoi superiori i cardinali i corsi d'ordine ed il maresciallo del Conclave.
Nella legge fondamentale dello Sta

to della Città del Vaticano (7 giugno 1929) fu riconfermata la diretta dipendenza della G. s. p. dal sommo pontefice (art. 2), ma fu inoltre stabilito che il governatore dello Stato della Città del Vaticano, ai fini della sicurezza e della polizia, può richiedere anche l'assistenza della G. s. p. in quanto sia necessaria (art. 7).
La G. s. p. veste tutt'ora il caratteristico costume, attribuito a Michelangelo.