GUERRA DEI SETTE ANNI. - Dopo la Pace di Aquisgrana le Potenze continentali mirarono a preparare una coalizione contro la Prussia, che l'Au
stria considerava una pericolosa rivale in Germania e la Russia un ostacolo alla sua marcia verso occidente. Ciò indusse l'Inghilterra ad un'intesa con la Prussia, conclusa nel 1756 con il Trattato di alleanza di Westminster; e questo decise la Francia, già preoccupata della penetrazione mediterranea dell'Inghilterra, ad unirsi all'Austria, rovesciando il tradizionale sistema delle sue alleanze. Subito dopo l'Inghilterra dichiarò guerra alla Francia, e Federico II attaccò l'Austria.
Ma dopo successi iniziali Federico fu ripetutamente sconfitto, e dall'estrema rovina lo salvò solo la morte della zarina Elisabetta e la susseguente uscita della Russia dalla coalizione. Intanto le flotte francesi venivano disfatte dall'inglese. Nel 1761 la Francia chiese pace, e il rifiuto di Londra provocò la conclusione del «patto di famiglia» fra le corti borboniche e l'intervento della Spagna. Dell'alleanza fra le Potenze cattoliche si compiacque Benedetto XIV, ma mentre Federico II nella prima fase della campagna aveva cercato di dare alla guerra colore religioso, Benedetto e il suo successore Clemente XIII fecero ogni sforzo per mantenere il suo carattere esclusivamente politico (anche principi protestanti combatterono contro la Prussia). Con la Pace di Parigi (1763) Federico II ebbe la Slesia; la Francia cedette all'Inghilterra il Canadà, quasi tutta l'India, il Senegal e altre colonie; la Spagna la Florida.
In questa guerra e in quelle di successione, sola vincitrice fu l'Inghilterra, che aveva abbattuto la potenza spagnola, eliminato l'egemonia della Francia distruggendo in parte l'Impero coloniale, e contrapponendo alternativamente Asburgo e Borboni, e, favorendo il consolidamento della Prussia, aveva instaurato in Europa quella equilibrio delle forze che era il fondamento della sua politica.