GUERRA DEI CENTO ANNI. - Nel 1336 Edoardo III d'Inghilterra, che dapprima aveva riconosciuto il nuovo re di Francia Filippo VI di Valois, ne rivendicò la corona, fondandosi sul fatto che suo padre Edoardo II aveva sposato Isabella, figlia di Filippo il Bello. Ebbe così inizio la guerra, che durò più di un secolo (dal 1339 al 1475) ma con lunghe interruzioni. Dal 1346 (battaglia di Crécy) al 1360 (pace di Bretigny) la Francia subì una serie di rovesci, aggravati da una duplice rivoluzione interna: dei borghesi di Parigi (per costituire un libero comune) e dei contadini (façquerie); due movimenti dai quali gli Inglesi trassero buon partito.
Una ripresa ebbe la Francia con Carlo V (1364-80), che poté servirsi di un grande capitano, Bertrand Du Guesclin: l'Inghilterra, allora agitata dal moto dei Lollardi, dovette chiedere una tregua che durò diversi anni. Ma sotto il re folle Carlo VI, la lotta interna fra Borgognoni e Armagnacchi gettò di nuovo la Francia nell'anarchia. Con l'aiuto dei Borgognoni, Enrico V sbarcò in Francia e batté i Francesi ad Azincourt. Nel 1420 il Trattato di Troyes stabilì che Enrico V fosse reggente di Francia e alla morte di Carlo VI suo successore. Quando morì Carlo, fu proclamato re il figlio di Enrico, Enrico VI, ma il fatto che questi fosse ancora un fanciullo favorì la riscossa francese, e la guerra dinastica divenne guerra d'indipendenza nazionale. I domini dell'erede di Carlo VI, Carlo VII, erano ridotti a poche terre nel centro della Francia; ma Giovanna d'Arco riammise l'irresoluto sovrano, lo condusse a farsi incoronare a Reims e ad assalire gli Inglesi che assediavano Orléans. Il mistico fervore dell'eroina restituì ai Francesi la fiducia in se stessi, e anche dopo che Giovanna fu catturata dagli Inglesi ed arsa, il loro slancio non si arrestò: nel 1453 solo Calais rimaneva in mano degli Inglesi. Infine Luigi XI si riconcilia con gli Inglesi e pose fine alla guerra con il Trattato di Picquigny (1475).