GUEUX. - Nome col quale furono chiamati i ribelli al governo spagnolo nei Paesi Bassi, che riu-nitisi poi in un partito a carattere politico-religioso, contribuirono dapprima alla scissione delle Fiandre e in seguito alla formazione dell'Olanda, quale Stato indipendente.
La sollevazione fu originata soprattutto dall'in-tolleranza religiosa di Filippo II, che continuava in tal modo l'azione già svolta dal padre Carlo V nei confronti dell'elemento protestante del paese, e dal sospetto dei Fiamminghi che il Re tendesse, col suo atteggiamento assolutistico, alla distruzione della loro libertà politica e religiosa.
Rimasta senza esito ogni richiesta diretta ad ot-tenere una mitigazione di governo, i Fiamminghi insorsero e, riunitisi il 5 apr. 1566 nel cosiddetto « compromesso di Breda », stabilirono d'inviare alla corte di Bruxelles una delegazione composta di tre-cente nobili, guidata dai conti Luigi di Nassau ed Enrico di Brederode, la quale avrebbe dovuto ri-chiedere alla reggente Margherita d'Austria, du-chessa di Parma, che venisse abolita l'Inquisizione e che fossero temperati gli editti contro i protestanti.
Dal grido di « vive les G. », che risuonò durante un banchetto attorno a cui si raccolsero i trecento delegati, intervenutivi in veste di pezzenti, il partito assunse ap-punto la denominazione di G. (pezienti). Da altri tuttavia si vuole che tale appellativo abbia avuto origine dalle pa-role « Nessuna paura di questi pezzenti », pronunciate du-rante il ricevimento dei delegati dal conte di Berlaymont, per rassicurare la duchessa.
La compattezza del partito, che riuniva in sé sia cattolici che protestanti, doveva comunque durare poco tempo, perché i cattolici si staccarono dai protestanti, allorché questi, l'11 ag., si abbandonarono al saccheggio delle chiese cattoliche. A sedare la rivolta Filippo II inviò nel 1567 contro i novelli iconoclasti dei Paesi Bassi Ferdinando Alvarez di Toledo, secondo duca d'Alba, il quale, stabilito nel paese un tribunale speciale cosid-deo « dei torbidi », che i Fiamminghi successivamente volsero in « tribunale del sangue », iniziò una spietata repressione, durante la quale perdettero la vita influenti personaggi capi del movimento, quali Lamoral, conte di Egmont, e Filippo di Montmorency-Nivelle conte di Lhoron.
Per scampare, i protestanti dovettero o nascondersi o fuggire. Quelli che ripararono nei boschi, continuando la loro azione di molestia contro gli spagnoli ed i cattolici, furono chiamati G. des bois, essendosi ormai il vocabolofrutto ad indicare esclusivamente i riformati; quelli invece che si rifugiarono sulle navi armate dei protestanti di Olanda e di Zelanda, furono denominati G. de mer.
Tuttavia la reazione condotta dal duca d'Alba non ottenne gli effetti desiderati, anzi produsse un'insurrezione generale, scoppiata fra il 31 marzo e il 19 apr. 1572 sulle province settentrionali dei Paesi Bassi, per cui i G. s'impadronirono delle quattro province di Olanda, Ze-landa, Frisia ed Utrecht, che si unirono sotto la guida di Guglielmo I d'Orange-Nassau, il Taciturno, che si era da ultimo apertamente dichiarato per la ribellione politica e per la riforma religiosa, ed a cui furono conferiti i titoli di « stadtholder » (governatore) e di capitano generale del-lesercito.
Con quest'ultima azione i G. avevano esaurito il loro compito, giacché la guerra d'indipendenza dei Paesi Bassi era ormai in atto.