GUGLIELMOTTI, ALBERTO. - Domenicano, al secolo Francesco, n. in Civitavecchia il 4 febbr. 1812, m. a Roma il 29 ott. 1893.
Divenuto sacerdote nel 1834, si diede con successo all'insegnamento delle scienze fisiche e matematiche, compresa l'astronomia, esercitando nello stesso tempo importanti cariche conventuali, finché divenne teologo della Casanatense. Solo nel 1862 poté finalmente tutto dedicarsi agli studi prediletti.
La pubblicazione di Le missioni domenicane nel Tonchino (Roma 1844) sollevò fiere critiche per la cattiva veste italiana; perciò il G. decise, oltre all'insegnamento scientifico ed agli esperimenti sul comportamento delle correnti elettriche effettuati durante l'installazione dei parafulmini sulla Torre delle Milizie, di rinnovare da capo a fondo la sua formazione e le sue cognizioni filologiche e storiche fino a diventare scrittore forbito. Nel 1863 visitò l'intero Levante, Gerusalemme, l'Egitto e Malta; nel 1868 fu a Vienna, Praga, Berlino, Colonia, nel Belgio, a Parigi ed a Londra, raccogliendo vasti e preziosi materiali e facendo tesoro di acute e fondamentali osservazioni.
Frutto di tanti studi fu una produzione di inconsueto valore. S'ebbe in primo luogo un saggio che, sebbene favorevolmente accolto, non soddisface l'autore e fu ritirato: Storia della marina militare pontificia dal sec. VIII al XIX (Roma 1856); l'opera fu più tardi parzialmente ripubblicata con aggiunte ed emendamenti sotto il titolo di Storia della marina pontificia nel medioevo, dal 728 al 1499 (Firenze 1871). Seguirono il Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto (ivi 1872), autentico capolavoro ch'ebbe ben undici edizioni, La guerra dei pirati ecc. (Firenze 1876), la Storia delle fortificazioni nella spiaggia romana (Roma 1880), La squadra permanente della marina romana (Roma-Voghera 1882), La squadra ausiliaria a Candia ed alla Morea (ivi 1883), chiudendo nel 1884 con Gli ultimi fatti della squadra romana dell'Egitto a
Corfà (ivi). Opere tutte fuse, coordinate e ristampate sotto il titolo generale di Storia della Marina pontificia (10 voll., Roma 1886-93) insieme ad un allegato Atlante delle cento tavole, con i tipi della Stamperia vaticana e per volere di Leone XIII. Forma classica, metodo critico, sicurezza e libertà di giudizio, sano e sereno patriottismo, costituiscono le tipiche caratteristiche di quella mirabile ricostruzione storica, dove si tratta non solo di storia della marina pontificia, ma anche di quella italiana, e specialmente dell'arte militare marittima, che il G. conosceva da maestro. Insieme con la Storia, a mutuo completamento, nacque il Vocabolario marino e militare (Roma-Voghera 1889), che, scrisse il Manfroni, è indubbiamente l'opera più poderosa della scienza navale italiana. Al Vocabolario lavorò il G. sino agli estremi giorni lasciando inedito un Supplemento ed insieme le Tavole attiche volgarizzate, l'Archeologia navale, l'Epistolario ed un Giornale di viaggio.