GUGLIELMO I, principe di ORANGE, conte di Nassau, detto il TACITURNO. - N. a Dillenburg (Nassau) il 24 apr. 1533, ucciso a Delft il 10 luglio 1584. Primogenito di Guglielmo di Nassau-Dillenburg e di Giuliana di Stolberg, entrambi laterani, divenne, undicenne, il più ricco signore dei Paesi Bassi per eredità dal cugino Renato di Nassau; onde Carlo V volle fosse allevato nel cattolicesimo a Bruxelles. Sensibile piuttosto alle questioni politiche che non a quelle squisitamente religiose, ebbe i primi contrasti con Filippo II per il ritiro delle truppe spagnole dalle province per le quali era stato nominato statolder dal Re (Olanda, Zelanda, Utrecht) e per il richiamo del card. Granvelle (1564).
Piuttosto tollerante verso i non cattolici, anche per influsso della seconda moglie, figlia di Maurizio di Sassonia, eccessiva tolleranza che provocò un biasimo di papa Pio IV (1565), tutta l'azione di G. fu piuttosto quella, politico-nazionale, di un signore che voleva garantire ai suoi territori l'autonomia, eventualmente fino all'indipendenza, dentro e, se non possibile, fuori dal quadro dei domini asburgici, che non quella di un capo religioso. A figurare anche come capo religioso fu portato dalle circostanze, per cui la lotta per l'indipendenza delle Province Unite venne ad identificarsi con una lotta per la libertà dei calvinisti e protestanti. Il conflitto con Filippo II, latente dal 1564, si fa aperto dal 1568, in presenza della politica di forza del duca d'Alba e poi di Ales-
sandro Farnese. Solo nel 1573 passa decisamente al calvinismo, mentre la guerra già divampa da 5 anni, tra alternative di successi e sconfitte, ché G. non è sempre un generale all'altezza dei suoi avversari. Tuttavia, l'entrata in Bruxelles (sett. 1577) è un successo clamoroso, che gli merita l'elezione a capo delle Province Unite, ciò che non impedisce, dichiarata la decadenza di Filippo II, che gli Stati si orientino verso Francesco duca di Angiò. Ma l'abile politica di G., dietro le quinte, esautorà il principe francese e quando egli muore (1584) il valore dell'aiuto francese è già scontato agli occhi degli insorti. Poco dopo però anche l'Orange cade vittima di un fanatico subornato, dicesi, dal Farnese.
GUGLIELMO II, principe d'Orange, conte di Nassau, statolder delle Province Unite dei Paesi Bassi. - Figlio di Federico Enrico, n. a L'Ajja il 27 maggio 1626, m. il 6 nov. 1650. Nel 1647 G. successe al padre, in un momento in cui i contrasti, apparsi tra gli Stati Generali e il potere esecutivo, rendevano la situazione interna più che mai difficile. Sebbene la Pace di Vestfalia assicurasse al paese la massima prosperità politica ed economica, queste lotte interne turbarono lo statolderato del giovane principe. Egli si trovò quindi ben presto coinvolto nel dissidio con il rafforzato partito pacifista, i cui esponenti esigevano l'immediato licenziamento delle truppe mercenarie assoldate per la guerra precedente mentre sostenuta.
Il conflitto giunse alla sua fase drammatica quando G. II non esitò più ad impiegare la forza per ridurre all'obbedienza gli Stati. Fiducioso nell'appoggio delle masse popolari, nel luglio 1650 egli ordinava l'arresto di sei deputati di città olandesi, tra cui Giacomo de Witt, borgomastro di Dordrecht, fautore della sovranità della provincia d'Olanda, sotto la cui guida l'opposizione si era scatenata; nello stesso tempo inviava un corpo armatocontro Amsterdam, dove maggiormente ferveva la resistenza. Questi energici provvedimenti ebbero il loro successo, e G. riuscì a domare ogni residuo di ribellione; senonché di lì a poco altri incidenti scoppiarono. Infatti nell'accordo stipulato con il card. Mazarino (allora in lotta contro la Fronda) lo Statolder aveva pattuito che la eventuali conquiste realizzate dagli Olandesi sugli Spagnoli, a lui personalmente dovessero essere devolute Anversa e il ducato di Brabante (29 ott. 1650). Una nuova rivoluzione sembrava incombere sul paese, quando G. morì improvvisamente.
GUGLIELMO III, principe d'Orange, conte di Nassau, statolder della Province Unite dei Paesi Bassi, re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda. - N. all'Aja il 14 nov. 1650, m. a Hampton Court il 19 marzo 1702. Figlio postumo di Guglielmo II d'Orange e di Maria Stuart, figlia di Carlo I d'Inghilterra, ebbe una fanciullezza travagliata; sospeso lo statolderato nelle Province Unite, dove saliva la stella del gran pennionario De Witt, vide occupato da Luigi XIV anche l'avito principato di Orange (1660); ma la restaurazione degli Stuart in Inghilterra rialzò anche le fortune degli Orange in Olanda. Di fronte all'invasione francese, G. fu dapprima nominato capitano generale (1672) e poco dopo, nell'entusiasmo patroiettico della difesa contro l'invasione e nel risentimento contro il partito plutocratico del De Witt, statolder. G. fino allora quasi sconosciuto, malandato in salute, diede ben presto la misura delle sue qualità di generale e di diplomatico; pur senza molta originalità, seppe neutralizzare gli effetti delle vittorie francesi ed organizzare l'unione degli Stati protestanti e non protestanti d'Europa, preoccupati di un'egemonia francese, e staccare l'Inghilterra dall'alleanza con la Francia (1674).
La pace di Nimega (1678), dapprima conclusa da G. con pochi riguardi verso gli interessi degli alleati, coronò la sua politica, proseguita poi con altri accordi e leghe per garantirsi contro un ritorno offensivo di Luigi XIV, specie dopo la di lui revoca dell'editto di Nantes (1685); ciò che provocò, pronunciò G., la formazione della cosiddetta Lega di Augusta (1686), lega meramente politica, comprendente potenze cattoliche e potenze protestanti. La lega lo assicurava alle spalle mentre egli andava colorendo il suo disegno sull'Inghilterra, dove l'opposizione parlamentare e popolare a Giacomo II non aveva tardato a porre gli occhi, come a successo, su G. e su sua moglie Maria, primogenita di Giacomo II. Pur fra le esitanze degli Olandesi che vedevano il loro primo cittadino (ma non re) divenire re in una nazione vicina, col pericolo che con le forze inglesi egli poi tornasse a imporre il suo dominio anche all'Olanda, G. poté preparare la spedizione militare che nel nov. 1688 sbarcò in Inghilterra e assicurò a sé e alla moglie il trono inglese. Re in Inghilterra, statolder in Olanda, G. divise la dimora fra i due paesi, cercando di conciliarne gli interessi non sempre concordanti, specie nel campo marittimo-commerciale e coloniale. La chiave di volta della sua comune politica anglo-olandese fu la diffidenza verso la politica di Luigi XIV, specialmente via via che si avvicinava la grossa questione della successione spagnola. Ma la guerra della Lega di Augusta (1689-97), da lui condotta con scarsi successi, non era riuscita al fine di indebolire sensibilmente la Francia e la morte gli impediva di vedere più che appena l'inizio di quel duello.
GUGLIELMO IV d'Orange-Nassau, statolder delle Province Unite dei Paesi Bassi. - N. a Leeuwarden il 1 sett. 1711, figlio postumo di Giovanni Guglielmo Friso, principe di Nassau.
Gli avvenimenti della Guerra di successione austriaca e il pericolo che attraversò il paese nel 1747, quando le forze francesi ne violarono i confini, costituirono l'occasione propizia per l'elevazione di G., che fu acclamato entusiasticamente statolder di tutte le province (maggio 1747). G. per ovviare ai disastri della guerra, attese a riorganizzare l'esercito; ma non riuscì a fermare l'avanzata nemica: a Lawfeld le forze olandesi, quantunque sostenute dall'esercito inglese del duca di Cumberland, furono battute (luglio 1747). Nel sett. Berg-op-Zoom cadde nelle mani dei Francesi. La Pace di Aquisgrana salvò la situazione esterna; ma all'interno si rinfocolarono le agitazioni sorte a causa delle imposizioni fiscali, mentre perdurava più aspro il contrasto tra la classe della minuta borghesia, che nella elevazione di G. aveva sperato una politica democratica, e l'aristocrazia degli Stati. G. morì nel 1751. Troppo rispettoso delle antiche consuetudini e restio ad ammettere al governo la borghesia, egli, pur essendo riuscito ad abolire l'odioso appalto delle imposte e a migliorare il governo delle Indie, fu in generale mediocre uomo di Stato e di armi.
GUGLIELMO V d’Orange-Nassau, ultimo statolder delle Province Unite dei PAESI BASSI. - N. da Guglielmo IV, a l’Aja, l’8 marzo 1748. Alla morte del padre (1751) gli Stati Generali lo dichiararono erede e successore, mentre era in età di tre soli anni, e istituirono una reggenza in persona della madre Carolina di Hannover e di Luigi Ernesto di Brunswick, cui fu dato il comando supremo dell’esercito. Nel 1766 G. fu dichiarato maggiore.
In quel tempo il paese rifioriva alquanto. Sposo di Federica Sofia Guglielmina, nipote di Federico II di Prussia, il nuovo statolder rinforzò i vincoli con i protestanti tedeschi, e sembrava propenso a svolgere una politica di pace; ma la Francia, sfruttando l’entusiasmo che la rivoluzione americana aveva suscitato nel paese e l’attività svolta dal partito democratico del Van der Cappellen, lo spinse contro l’Inghilterra. Il conflitto fu disastroso per l’Olanda, che non era più fornita della potente flotta d’un tempo, e le costò la perdita di numerose colonie in America e in India. Negli anni successivi continuò il fermento antiorganista; G. cercò di reprimerlo; ma raggiunse fermamente contro di lui gli Stati d’Olanda. Invero fu chiesto aiuto agli Inglesi; soltanto per l’intraprendenza della consorte lo statolder salvò il potere. Infatti quella sollecito il soccorso della Prussia, e un esercito prussiano nel sett. 1787 entrò in Olanda costringendo i più fieri agitatori a riparare in Francia. Nel 1792 scoppiò la guerra con la Francia rivoluzionaria, che si chiuse con l’occupazione nemica ad opera dell’esercito del Picchègru. G., il 18 genn. 1795, s’imbarcò a Scheveningen e fuggì in Inghilterra, dove emanò un proclama per mettere sotto l’autorità inglese le colonie dell’India. La Repubblica batava lo dichiarò decaduto il 23 febbr. Dopo alcuni anni di soggiorno nel Nassau, G., ultimo statolder d’Olanda, si spense il 9 apr. 1806.