GUIDO de SUZARIA. - Giurista, appartenente al gruppo dei post-glossatori, n. probabilmente a Suzara (Mantova) in data incerta: visse tra il 1260 e il 1292 e fu successivamente professore a Modena, Padova, Bologna, consigliere di Carlo d'Angiò e di nuovo professore a Reggio Emilia e a Bologna, ove, come sembra, morì. Fu maestro di Giacomo de Arena, di Guido da Baisio e di Alberto Gandino. Fu proposto a vescovo di Torino, ma escluso, come pare, per il suo stato di coniugato, per quanto, come è dato sapere, si trattasse solo di matrimonio rato.
Scrisse un commento al Decretum di Graziano (De primo et secundo decreto), edito nella collezione Tractatus universi iuris (III, II, ff. 136v-39v [l'opera però gli è contestata]); glosse, aggiunte alla Glosa di Accursio, altre glosse sul Digestum vetus e Additions ad Summam Azonis. Il Diplovataccio cita dei commenti al Digestum vetus e novum; Giovanni Andrea parla di Quaestiones statutorum.
Scrisse ancora vari trattati di diritto, tra cui: De ordinatione causarum (in Tractatus ex universi iuris interpretibus collecti, IV, Lione 1549, f. 21 sgg.); De testibus (ibid., X, f. 85 sgg.); De tormentis et quaestionibus (in Tractatus universi iuris, XI, I, f. 241 sgg.); De iure emphiteutico (ibid., VII, f. 185 sgg.), Tractatus gravantigie secundum morem civitatis Tuscie (ibid., VI, II, ff. 338v-339v). Quest'ultimo trattato gli viene contestato (il cod. Ott. lat. 1726, ff. 65v-70v l'attribuisce ad un «de Aguglionibus de Florentia») o per lo meno è ritenuto interpolato.
Die Geschichte der Quellen und Literatur des canonischen Rechts..., II, Stoccarda 1877, pp. 160, nota 1, 167, 186; E. Besta, Fonti, lecitazione e scienza giuridica dalla caduta dell'Impero romano al sec. XVI, Milano 1925, pp. 476, 824, 842; P. Palazzini, Suasidi alla storia del diritto nel secc. XV-XVI, Fano 1949, pp. 35-36, 49.