HEPBURN, James. - Minimo, teologo, filologo e poliglotta scozzese, n. ad Odhamstocks, nella contea di Haddington, il 14 luglio 1573, m. a Venezia nel 1621. Figlio di un ministro protestante, si convertì al cattolicesimo nell'Università di S. Andrea dove veniva perfezionando la sua formazione culturale, con particolare riguardo alle lingue orientali. Visitò l'Italia, la Francia, la Turchia, la Persia, la Siria ed altri paesi orientali. Rientrato in Europa professò la Regola dei Minimi ad Avignone prendendo il nome di Bonaventura; passò quindi a Roma al convento della Trinità al Pincio. Conoscendo egli oltre settanta lingue, Paolo V lo nominò bibliotecario della Vaticana per i manoscritti orientali, dove rimase in tale ufficio per sei anni. Nel 1620 si recò a Venezia per la traduzione di scritti ebraici, siriaci e caldaici.
Scrisse trenta opere, delle quali vennero pubblicate: Alphabellum: arabicum et exercitatio lectionis an arabic grammar (Roma 1591); Dizionario ebraico-caldacio (ivi 1591); Virgo aurea septuaginta duobus encomiis coelata (ivi 1616, dedicato a Paolo V); lo stesso con il titolo Encomium B. M. V. ecc. (ivi 1617) con l'aggiunta di alfabeti di molte lingue poco conosciute; Lexicon S. Linguae succinctum, vocabulario ebraico (s. n., forse Roma 1600 [?]), un esemplare del quale si trova alla Biblioteca Vaticana. Tra le manoscritte, Commentarius in Cantica Canticorum, ed altre traduzioni ebraiche, calde ed arabe. Della sua ricca biblioteca molti volumi passarono a quella della Trinità del Monte Pincio a Roma.