HUTTEN, ULRICH VON

HUTTEN, ULRICH von. — Riformatore, n. nel castello di Stackelberg il 21 apr. 1488 da una famiglia di antichi cavalieri franconi, m. a Hufnau il 31 ag. 1523. Destinato da suo padre alla carriera ecclesiastica, abbandonò nel 1505 il Convento di Fulda; si ignora se avesse già pronunciato i voti: certo il suo odio per il clero era già ben sviluppato in quel momento; continuò i suoi studi all'Università di Colonia e a Erfurt; viaggiò in Italia (1512-13; 1513-17). Nel 1518 lanciava, alla Dieta di Augusta, il suo grido contro Roma e contro i principi della Germania, soffocatori della libertà di quella classe cavalieresca, a cui egli apparteneva.

Nel 1519 legava il destino della sua pungente penna di polemista all'attacco luterano contro le indulgenze, e poi, con i suoi vari libelli e dialoghi, alla lotta che il protestantesimo conduceva contro la Curia e il clero. La sua adesione alla rivoluzione protestante non è teologico-dogmatica, quanto piuttosto politico-sociale: se la sua avversione alla Curia romana si riallaccia alle polemiche dell'Umanesimo italiano, essa affonda però le sue radici nella coscienza di superbo «cavaliere» che vuol reagire all'influenza economica e politica della Curia nel mondo germanico e alla connivenza che taluni principi hanno avuto con quella. Contro il romanesimo H. ipostatizza la figura di Arminio come quella dell'eroe della natio germanica: mito di Arminio che è alle origini del concetto di libertà nazionale germanica, e che si trasmetterà a tutta la pubblicistica germanica fino al romanticismo e al neo-paganesimo razzista. La sua opera di libellista fu notevolissima nella Germania del Cinquecento, anche se il suo tentativo di essere l'intermediario autorizzato tra i cavalieri e la riforma protestante non ottenne quei successi pratici che sperava. D'altronde, a parte l'aspetto politico-nazionale antiorgano, il suo interesse per una riforma religiosa vera e propria è stato scorso: ad es., non gli interessava direttamente il problema interiore dell'anima o una revisione teologica del cattolicesimo, quanto motivi più spiccioli, quale, ad es., il matrimonio del clero. Il grosso della sua attività è compiuta sotto la protezione di Franz von Sickingen, il condottiero suo amico, il compagno di idee nella lotta contro i principi territoriali.

Bibl.: P. Kalkoff, U. von H. und die Reformation, Lipsia 1920; W. Kacig, H. und Erasmus, ihre Freundschaft und ihr Streit, in Historische Vierteljahrschrift, 12 (1924-25), pp. 200-278 e 461-514; P. Kalkoff, Huttens Vagantenziet und Untergang, Weimar 1925; D. F. Strauss, U. von H., ed. a cura di O. Clemens, Lipsia 1927; P. Held, U. von H., ivi 1928; F. Walser, Die politische Entwicklung Ulrichs von H. während der Entscheidungshaber der Reformation, Monaco 1928; O. Flake, U. von H., die tragische Historie des ersten politischen Deutschen, Berlin 1929; H. Holborn, U. von H., Lipsia 1929; D. Cantimori, U. von H. e i rapporti tra Rinascimento e riforma, Pisa 1930; H. Grimm, Huttens Lehrjahre, Francoforte-Berlin 1938; M. Gravier, Luther et l'opinion publique, Parisi 1942, passim; H. Drewin, Vier Gestalten aus dem Zeitalter des Humanismus, S. Gallo 1946, pp. 213-84. Massimo Petrocchi