I MONACI DI S

I monaci di S. Saba si servono delle opere di G., come dimostrano gli scritti di Teodoro Abū Kurrah, che mai lo cita, ma adopera le Orationes de sacris imaginibus, i trattati contro i giacobiti ed il De fide orthodoxa. Il prolungarsi della lotta contro le immagini, e la mala reputazione della famiglia Manṣūr (il nonno di G. aprì le porte di Damasco agli agareni) fanno sì che i Bizantini continuino ad ignorarlo.

Fozio, per es., neppure lo nomina nella sua Biblioteca, né fa accenni diretti a lui in alcuno dei suoi libri. Le prime citazioni bizantine di G. si trovano al tempo di Alessio Comneno nella Panoplia dogmatica di Eutimio Zigabeno, il quale trascrive quasi 30 capitoli del De fide orthodoxa. Nel sec. X Giovanni, esarca di Bulgaria, traduce in lingua slavonica il De fide orthodoxa. Seguono la versione georgiana, ad opera probabilmente di Giovanni di Petritzos nel sec. XII e la versione armena, fatta dal monaco Simeone del monastero georgiano Pṛḍadashanq. Verso la metà del sec. XII appaiono le prime versioni latine: quella del pisano Burgundio, un'altra compiuta nel monastero ungherese di S. Maria di Paszto, ed un terza, opera di Roberto Grossatesta, arcivescovo di Lincoln, la quale in realtà è un rimaneggiamento della versione di Burgundio. Grazie a costui G. prende posto nella Summa di Pietro Lombardo e s'impone alla considerazione dei grandi scolastici del medioevo. L'influenza di G. nella teologia latina viene diversamente valutata; secondo Harnack egli «è stato uno dei fondamenti della teologia medievale»; altri non ardiscono di dire tanto, ma ammettono che G. fornì ai nostri scolastici molti punti di dottrina sugli angeli, sull'uomo e sulla cristologia.

BIBL.: Per la vita: G. Graf, Das arabische Original der Vita des heiligen Johannes von Damaskus, in Der Katholik, 2 (1913), pp. 154-99, 320-31; M. Jugie, La vie de St Jean Damascène, in Echos d'Orient, 23 (1924), pp. 137-61; M. Gordillo, Damascena. I. Vita Marciana, in Orientalia Christiana, 8 (1926), pp. 47-81. Per le opere: E. Kuhn, Barlaum und Joseph. Eine bibliographisch-literale-eschichtliche Studie, Monaco 1893; K. Holl, Die sacra Parallele des Johannes Damascens (Texte und Untersuchungen, 16,1), Giessen 1897; F. Dickamp, Eine ungedruckte Abhandlung des heiligen Johannes von Damaskus gegen die Nestorianer, in Theol. Quartalschrift, 83 (1901), pp. 555-95; F. Dickamp, Johannes von Damaskus «Über die im Glauben Entschlafenen», in Römische Quartalschrift, 17 (1903), pp. 371-82; M. Gordillo, Damascena. II. Libellus orthodoxiae, in Orientalia Christiana, 8 (1926), pp. 82-103; E. Zetenberg, Notice sur le libre de Barlaum et Josephus, Parigi 1935; J. M. Hussey, The autorship of the sex hymn attributed to st. John of Damaskus, in Journal of theological studies, 47 (1946), pp. 200-203. Per la dottrina: J. Bilz, Die Trinitätlehre des hl. Johannes von Damaskus, Paderborn 1909; M. Jugie, Jean Damascène (saint), doctrine, in DTbC, VIII, coll. 708-48; id., St Jean Damascène et l'Immaculée Conception, in Bessarione, 39 (1923), pp. 74-96; V. A. Mitchel, The mariology of St John Damascene, Kirkwood Mo. 1930; C. Chevalier, La marologie de St Jean Damascène (Orientalia Christiana Analecta, 109), Roma 1936; H. Menges, Die Bilderlehre des hl. Johannes von Damaskus, Münster 1938. Per l'influsso: Bogoslovia Sv. Ioanna Damaskina v perevodje Ioanna Eksarka Bolgarskogo, Ctenija, 4 (Mosca 1878); C. Graf, Die arabischen Schriften des Theodors Abū-Kurra (Forsch. zur christl. Literatur- und Dogmengeschichte, 10), Paderborn 1910; J. de Ghellinck, Le mouvement théologique du XIIe siècle, 2e ed., Bruges 1948, pp. 374-415. Cf. inoltre le opere generali J. Langen, Johannes von Damaskus, Gotha 1879; K. Dyobouiniotis, Ἰωάννης ὁ Δαμασκηνός, Atene 1903; V. ERMOGENE, St Jean Damascène, Parigi 1904. Maurizio Gordillo
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“I MONACI DI S.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 350. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/i-monaci-di-s.