ERMOGENE

ERMOGENE. - Erectio cristiano (ca. 180-205) che dopo aver vissuto in Siria, dove fu combattuto da Teofilo d'Antiochia (Eusebio, Hist. ecc., IV, 24) si trasferì a Cartagine, svolgendo la professione di pittore. Contro le sue idee Turtulliano scrisse il suo

libro *Adversus Hermogenem*, servendosi sicuramente dell'opera antecedente di Teofilo (cf. R. M. Grant, in *Journal of biblical literature*, 68 [1949], p. XV sqq.).

E. parlava della materia (ἀρχή) eterna, origine del male, ma formata da Dio. L'anima appartiene ad essa ed è senza libero arbitrio, se non è illuminata dallo Spirito Santo. Questa dottrina non è greca, ma corrisponde alle speculazioni degli gnostici in Siria ed ha molta influenza quella di Taziano; difatti Ippolito tratta i due eretici uno dopo l'altro (*Refutatio* VIII, capp. 16 e 17). Nella sua ascensione Gesù avrebbe lasciato secondo P. 18,6 il suo corpo nel sole (*Refutatio* VIII, cap. 17,3 sq.); dottrina questa che era conosciuta anche da Clemente Alessandro (*Eclog. proph.*, 56,2) e che presuppone il carattere luminoso del Cristo di E., in analogia con la dottrina di Taziano.

Bibl.: E. Heintzel, *Hermogenes*, der Hauptvertreter des *philosophischen Dualismus in der alten Kirche*, Berlino 1902. Su T. Tulliano ed. E. V. H. Waszink, *Tertulliani de anima*, Amsterdam 1947, introduzione, p. 7 sqq. e passim.