ERACLEONE. - Eretico, capo della scuola italiana dei valentiniani (ca. 120-80). Frammenti dal suo commentario sul Vangelo di s. Giovanni ci sono tramandati nel commentario di Origene e due frammenti da Clemente Alessandrino, Strom., IV, 71, e Eclog. proph., 25, 1. La sua dottrina era simile a quella di Tolomeo (Ireneo, Advers. haer., I, 1-9) a cercava di attenuare le eresie della dottrina valentiniana nella scuola orientale (Excerpta ex Theodoto).
Nella sua esegesi del Vangelo di s. Giovanni mostra conoscenza della letteratura cristiana antica (frg. 21: Kerrygma Petri; frg. 12: Testimonia; cf. Tertulliano, Adv. Indues, 14; frg. 38: tradizioni chiliastiche) e della filosofia platonica e stoica. Contro della sua dottrina è il mito valentiniano dello spirito caduto che per Cristo riprende la coscienza della sua origine trascendentale. Questo mito E. vuole ritrovare nella esegesi allegorica del Vangelo (la samaritana immagine della Sophia, il centurione del Demiurgo). Epifanio (Haer., 36, 2) attribuisce ad E. il rito dello gnostico Marco, riguardante l'ascensione delle anime dopo la morte (unzione con acqua ed olio), che presso Ireneo (Advers. haer., I, 21, 5) è attribuito ad un gruppo anonimo. Con quale ragione non si può dire. Le notizie di Epifanio su E. non suggeriscono fiducia.