ISTITUTO MISSIONI CONSOLATA. - Nel 1891 il can. ALAMANNI (v.), nipote e continuatore dell'opera e dello spirito di s. Giuseppe Cafasso, nell'intento di rispondere alle esigenze di non poche vocazioni missionarie, particolarmente fra il clero piemontese, progettava alla S. Congregazione de Propaganda Fide un disegno per l'erezione a Torino di un istituto missionario. Da Roma vennero incoraggiamenti per l'attuazione ma, per circostanze indipendenti dall'Alamano, la fondazione dell'I.M.C. dovette essere differita fino al 1901. Il 29 gen. di quell'anno, dopo l'approvazione collettiva del disegno di fondazione da parte dell'esposato piemontese, intervenuta già il 9 sett. 1900, il card. Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino, emanava il decreto di erezione dell'I. costituendone superiore lo stesso Allamano, il quale rimase poi in tale carica fino alla morte (1926).
I membri del nuovo I. non avevano voti religiosi, ma erano vincolati da un giuramento di dedicarsi alle missioni estere per un determinato periodo di tempo, passato il quale potevano rientrare nelle rispettive diocesi. Nel 1909 però la S. Congregazione dei Religiosi, concedendo il decreto di lode il 28 dic., diede all'I. la forma attuale di Congregazione religiosa con voti semplici. Così costituito e dato il suo carattere esclusivamente missionario, l'I., con decreto dell'8 gen. 1911 della S. Congregazione Consistoriale, passò sotto le dipendenze della S. Congregazione de Propaganda Fide, la quale il 7 sett. 1923 lo approvò definitivamente insieme con le sue Costituzioni, modificate in seguito con decreto del 17 gen. 1950 per l'aggiornamento richiesto dalla divisione dell'I. in delegazioni.
I primi missionari partirono per l'Africa Orientale Inglese nel 1902, stabilendosi attorno al Monte Kenya alle dipendenze di mons. Allgeyer, vicario apostolico dello Zanguebar settentrionale. Avevano a collaborarci nell'apostolato le suore Vincenzine della Piccola Casa della
Divina Provvidenza, sostituite in seguito dalle suore missionarie della Consolata, fondate dall'Allemano nel 1910. Nel 1905 la S. Congregazione de Propaganda Fide staccava dallo Zanguebar la missione del Kenya e l'affidava esclusivamente all'I.M.C., erigendola poco dopo nel 1909 a vicariato apostolico. In seguito furono affidate all'I.M.C. varie altre missioni: nel 1913 la prefettura apostolica del Kaffa (nel 1937 vicariato apostolico di Gimma); nel 1922 la prefettura apostolica di Iringa, ora vicariato apostolico; nel 1924 la prefettura apostolica di Benadir (nel 1927 vicariato apostolico di Moga-disco, passato poi ai Padri francescani); nel 1926 la prefettura apostolica di Meru (Kenya); nel 1948 la prelatura nullius di Rio Branco (Brasile); nel 1951 il vicariato apostolico di Florencia (Colombia). L'I.M.C. inoltre si trova fin dal 1925 nel Mozambico Portoghese alle dife-dizioni dei vescovi di Lorenzo Marques e Nampula, e dal 1947 ha inviato pure gruppi di missionari in aiuto dei vescovi dei territori di Formosa in Argentina e di Magdalena in Colombia.
Le missioni africane esigono per lo più che l'attività str
strettamente missionaria sia preparata e affiancata da una larga
ettamente missionaria sia preparata e affiancata da una larga opera di elevazione dell'ambiente fisico-sociale delle popolazioni indigene. Per i missionari della Consolata tale esigenza divenne una caratteristica costituzionale della loro esistenza (v. C. Vanzin, *Nasce un missionario*, Parma 1943, p. 115). Seguendo le direttive della S. Sede essi associano al lavoro apostolico un'intensa opera di incivilitamento (bonifica agraria, istruzione professionale, scuole). In relazione a questo metodo e programma di lavoro, e al fine di rendere più efficace l'opera di evangelizzazione, l'I. provvede alla formazione dei suoi membri con studi teorico-pratici di medicina, etnologia, antropologia, arti e mestieri.
Nel suo primo cinquantennio di esistenza l'I.M.C., oltre i cospicui risultati nel campo dell'apostolato, dovuti in gran parte al suo forte spirito unitario di azione (notevole anzitutto, nelle missioni africane, la fondazione di seminari e congregazioni religiose indigene) ha recato con diffuse pubblicazioni, con il suo periodico, con altre attive forme di propaganda - un contributo decisivo alla penetrazione e diffusione dell'idea missionaria in Italia e particolarmente nelle diocesi del Piemonte. A tale fine sono anche ordinate le due associazioni cui l'I.M.C. ha dato vita in Italia e all'estero: l'Unione Dame missionarie della Consolata (fondata nel 1923), con lo scopo specifico di provvedere alle necessità culturali delle chiese di Missione, e l'Associazione Amici Missioni Consolata (fondata nel 1947): ampia organizzazione estesa a ogni ceto e condizione di persone, allo scopo di far convergere intorno al problema missionario il più largo e attivo interesse.
Fra le personalità più eminenti dell'I.M.C., Perlo (v.), primo vicario apostolico del Kenya e primo successore dell'Allemano, vanno ricordati: Gaudezno Barlassina (n. nel 1880) che nel 1913 realizzò, in veste di commerciante, l'ardua e avventurosa penetrazione nel Kaffa, portando poi in breve volgere di anni la prefettura apostolica a insperarsi sviluppi (v. vicariato apostolico di) e fu in seguito, per due decenni, superiore generale dell'I.; Gabriele Perlo (1879-1948), primo vicario apostolico di Mogadiscio; Francesco Cagliero (1875-1935) cui si deve l'opera di riorganizzazione della Missione di Iringa dopo la prima guerra mondiale; Giuseppe Perrachon (1886-1944), vicario apostolico di Niery, noto per studi linguistici e per la sapiente organizzazione scolastica del suo vicariato; Giovanni Balbo (1887-1937) di cui è apprezzato il contributo alle scienze naturali con la scoperta di non poche nuove specie della flora tropicale (a lui è dedicato il genere *Jobalboa* della famiglia delle *Icanica-cee*); Giovanni Bisio (1903-47) e Domenico Fiorina (n. nel 1904) ai quali è dovuta, in poco più di un decennio (1937-1948), la larga espansione dell'I.M.C. in Brasile.
La Curia generale ha sede in Torino, ma l'I. è diffuso, oltre che in molte diocesi d'Italia, anche in Portogallo, Brasile, Argentina, Colombia, Stati Uniti, Canada, Sud-America e Inghilterra. Non è suddiviso in province, ma conserva un'unica direzione generale, pur avendo delle delegazioni erette dalla S. Sede, secondo un duplice criterio di regione e di attività.
Organo di pubblicità dell'I.M.C. è il periodico mensile *Missioni Consolata* fondato dall'Allemano in collaborazione con il can. G. Camisassa (titolo primitivo: *La Consolata*) nel 1899. L'I. conta ora 440 padri, 102 coadiutori laici, 202 chierici e oltre 600 aspiranti.
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ISTITUTO PER LE OPERE DI RELIGIO-NE. - Eretto da S. S. Pio XII, il 27 giugno 1942, nella Città del Vaticano, allo scopo di provvedere alla custodia e all'amministrazione di capitali e di immobili, trasferiti o affidati ad esso e destinati ad opere di religione e di cristiana pietà.
Già Leone XIII, nell'intento di custodire e amministrare i capitali delle fondazioni pie, aveva costituito l'I. febb. 1887, una Commissione cardinalizia, con il nome di Commissione *ad pias causas*, e approvato un regolamento particolare, che rimase in vigore fino al 1904, quando Pio X, con nuovo regolamento, diede alla Commissione *ad pias causas* il nome di Commissione cardinalizia per le Opere di religione. Nuovi mutamenti e sopravvenute esigenze amministrative indussero S. S. Pio XII ad erigere il nuovo I. per le O. di R., con personalità giuridica propria, conservando lo scopo della precedente amministrazione, che venne così assorbita dall'I. (cf. chirograf di S. S. Pio XII, 27 giugno 1942, in AAS, 34 (1942), pp. 217-18; e 24 genn. 1944, in AAS, 36 (1944), pp. 45-46). Celestino Testore
ISTITUTO PONTIFICIO DEI S.S. APOSTOLI PIETRO E PAOLO E DEI SS. AMBROGIO E CARLO PER LE MISSIONI ESTERE - Veduta - Milano.
L' I. pontificio delle Missioni estere di Milano, così com'è oggi, risulta dall'unione - avvenuta nel 1926 - dell'Istituto delle Missioni estere di Milano, sorto nel 1850, per volere di Pio XI e iniziativa collettiva dei vescovi della provincia lombarda, con il Seminario dei SS. Apostoli Pietro e Paolo per le Missioni Estere, sorto a Roma nel 1874 per merito del sac. Pietro Avanzini (v.), fondatore degli Acta Sanctae Sedis.
A Milano l'I. nacque con caratteristica di istituzione provinciale, pur alla totale dipendenza e disposizione della S. Sede, per mezzo della Congregazione di Propaganda; con figura giuridica non religiosa, ma secolare, quasi in attuazione del mandato apostolico insito nella dignità episcopale; in forma, però, di società legata con vincolo permanente di unità e di attività, espresso prima con la « promessa formale » e, dal 1924, con il giuramento.
L'I. ebbe una prima missione, ceduta dai padri Maestri, nella Micronesia e Melanesia (1852-55), una seconda - però alla dipendenza di un prefetto apostolico spagnolo - a Labuan e Borneo (1855-60). La prima fu dovuta abbandonare per la morte di due membri (uno massacrato, il p. Mazzucconi [v.]) e la malattia di tutti gli altri; i due missionari della seconda, ritirati, furono indirizzati alla prefettura di Hongkong (1858); altri missionari furono poi inviati all'India, ai vicariati di Hyderabad e di Calcutta (1855). Nel secondo decennio dell'I. questi tre ultimi centri - Hongkong, Hyderabad, Bengala centrale (sviluppatosi da Calcutta) - formarono le prime vere missioni autonome dell'I. con propri superiori ecclesiastici. Poco prima del 1870 due nuovi centri, nella Birmania e nel Honan (Cina) venivano affidati all'I. di Milano. Gli inizi, faticosi e lenti, ebbero sviluppato più sensibile nei primi decenni di questo secolo.
Nel 1911 cominciò l'apertura di case per le vocazioni di studenti del ginnasio e del liceo: Monza, Genova, centro di vocazioni missionarie per il meridione d'Italia.
Dopo l'unione dell'I. di Milano con quello di Roma, l'area dell'apostolato del nuovo Pontificio I., s'allargava ad un'altra provincia della Cina, lo Shensi, dove il Seminario di Roma aveva avuto, nella insurrezione dei boxers (1900) un autentico martire, CRESCENTE (v.). beatificato da Pio XII il 18 febb. 1951. Nelle altre plaghe, invece, dove erano stati inviati i Padri di Roma, nell'Australia e nell'America, non si trattava più, ormai, di unità missionarie autonome.
Dopo la guerra etiopica, del 1935-36, l'I. ebbe una prefettura, quella di Neghelli, cessata poi per le successive vicende, mentre la seconda guerra mondiale, con le sue ripercussioni nell'Estremo Oriente, recava gran pregiudizio alle missioni dell'I. (7 missionari uccisi da comunisti o soldati sbandati, in Cina, 1941-42). Chiuse, o quasi, la Cina e l'India, buon numero dei suoi membri passò al Brasile e alla Guinea Portoghese, e aprì case-procure in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Attualmente l'I. ha le seguenti missioni: Hong-kong (v.), Hanchung (v.), HINAYANA (v.), Weihwei (v.) Kaifeng (v.). In India: Bezwada (v.), Dinajpur (v.) HYDERABAD, DIOCESI DI (v.); in Birmania il vicariato apostolico di Toungoo (v.) e la prefettura di Keng tung (v.). In Afrique la missioni della Guinea Portoghese, in America la prelatura nullius di Amapà e missioni nel Parana, in Manaus e in S. Paulo.
L'I. ha oggi 479 padri, un migliaio di studenti, una settantina di fratelli. Le sue missioni totalizzano 260.000 cattolici e 43.000 catecumeni; 2000 sono i catechisti indigeni impiegati nelle missioni e 1030 i maestri di scuola.
Una particolare benemerenza dell'I. è stata quella di una propaganda intensa a favore delle missioni in Italia, a cominciare fin dai primissimi anni, con la diffusione di stampa missionaria (relazioni dei missionari d'Oceania) e poi dal 1872 regolarmente con Le missioni cattoliche; nel primo ventennio di questo secolo, l'opera fu sviluppata in modo particolare dal p. Paolo Manna, con numerose pubblicazioni periodiche o occasionali, e un impulso ancora maggiore fu dato al movimento missionario con Unione missionaria del clero (v.), che fece pure il primo tentativo in Italia di una rivista culturale (Rivista di studi missionari, 1919-22).
Figure eminenti l'I. non può presentare se non nel campo dell'attività missionaria vera e propria, data la sua specifica fisionomia di i. missionario; vanno segnalati almeno: Salerio, Mazzucconi, Raimondi, tra i primi, e Marietti, Parietti, Barbero, tra gli immediati successori; poi ancora Biffi, Tornatore, Volonteri, Scarella, Pozzoni, per non parlare dei più recenti; sono tutti missionari - molti anche vescovi - che lasciarono orme indelebili dove lavorarono, quasi tutti fondatori di nuovi centri di vita cristiana. Alcuni trovarono anche tempo per lavori di cartografia, come il Salerio, il Reina, il Volonteri; o di letteratura in lingue indigene, come il p. Goffredo Conti, che creò la prima letteratura cristiana indigena per le tribù cariane della Birmania, che non avevano scrittura; il Marietti, che scrisse, in ottimo
ISTITUTO PONTIFICIO DEI SANTI APOSTOLI - ISTRIA
bengalese, una storia sacra, una storia ecclesiastica, libri di polemica contro i protestanti, ed altre cose minori; mons. Taveggia, autore di una buona versione bengalese del Nuovo Testamento. E buone monografie su popolazioni indigene scrissero il Salerio, il Rocca, il Macchi, il Manna, il Pezzoni, il Monfrini ed altri.
ISTITUTO SPAGNOLO DI SAN FRANCESCO SAVERIO PER LE MISSIONI ESTERE. - Nel 1899 d. Gerardo Villota fondò a Burgos il «Collejo de Ultramar» con lo scopo di aiutare le diocesi dell'America latina e le missioni. Nel 1919 Benedetto XV lo trasformò in «Seminario de Missiones» e fu inaugurato l'anno dopo.
Nel 1948 la S. Congregazione di Propaganda gli assegnò il nome sopra indicato affinché diventasse istituito nazionale per le missioni. Attualmente esso ha la prefettura apostolica di S. Jorge (Columbia), il vicariato apostolico di Los Ríos (Ecuador) e due altre missioni nel Chiriquí (Panamá) e nel vicariato apostolico di Bulañayo (Rhodesia meridionale). Nell'ott. del 1949 è stata inaugurata la nuova sede per 300 alunni. Dal 1948 pubblica una rivista missionologica "Misiones Extranjeras ed organizza settimane e corsi di cultura missionaria.
