Può dirsi fondatore della nuova scuola processuale italiana. Assertore della oralità e della concentrazione processuale, a lui è dovuto, fra l'altro, il concetto dell'azione come diritto potestativo, distinto dal diritto sostanziale, e quello del rapporto giuridico processuale. L'opera del C. ha importanza anche per il diritto canonico poiché molti suoi concetti sono stati applicati ed adattati, soprattutto per merito del prof. Francesco Roberti, al processo di cui al I. IV del CIC.
Principali pubblicazioni: La condanna alle spese (1900); Romanesimo e Germanesimo (1901); L'azione nel sistema dei diritti (1903); e finalmente quel poderoso libro chiamato in un primo tempo Principi e quindi Istituzioni di diritto processuale civile, a cui il C. mise mano nel 1906 continuando a lavorarci quasi sino alla fine di sua vita, ed edito in varie ristampe e rimaneggiamenti.
CHIOVENDA, GIUSEPPE