IVANOV, VJAČESLAV IVANOVIČ

IVANOV, VJAČESLAV IVANOVIČ. - Poeta, filosofo e filologo russo, n. a Mosca il 16 (28)

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(per cortesia del prof. Ettore Lo Gatto)

IVANOV, ALEKSANDR ANDREEVIČ - S. Giovanni Battista. Patricolare della Predica nel deserto - Mosca, Museo Ruminatze.

febbr. 1866, m. a Roma il 16 luglio 1949. Definito da N. Berdjaev «il più raffinato e universale rappresentante non solo della cultura russa del sec. XX, ma forse di tutta la cultura russa in genere», I. fu, con il suo maestro Vladimir Solov'ev, tra i maggiori pensatori del suo paese, che, senza rinunciare a nessuno dei valori mistici e rituali della Chiesa orientale hanno voluto, diventando cattolici, tornare all'unità primitiva della Chiesa universale.

L'opera poetica dell'I. gli ha assicurato un posto di primo piano fra i poeti russi del suo tempo, cioè tra i simbolisti». I suoi lavori di filosofia, di estetica, di critica, le sue ricerche sulla natura storica e religiosa dei culti predinisci, la sua interpretazione filosofica e religiosa di Dostoievskij, entrano a poco a poco a far parte del comune tesoro della civiltà europea. Nella sua poesia e nei suoi saggi, I. ha tracciato le grandi linee di un sistema che, ispirandosi alla dottrina platonica dell'anamnesi, alla profonda conoscenza del retaggio classico e al costante meditare sulla Rivoluzione cristiana, sta alla base del suo unanimesimo cristiano, o meglio della «dotta pietas» da lui auspicata. «Il cristianesimo solo (scrive I., nel Convegno) essendo la religione assoluta, ha la forza di far rivivere la memoria etologica delle civiltà alle quali si sostituisce... L'anamnesi universale in Cristo ecco dunque la mia della cultura umanistica cristiana...».

Alunno di Mommsen a Berlino, lascia dopo qualche anno gli studi di storia romana per orientarsi verso la Grecia, la filologia e la storia delle religioni. Viaggia per lunghi anni in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Grecia, Egitto, Palestina. Nel 1905 si stabilisce a Pietroburgo dove la sua casa (la «Torre») diviene presto un centro dell'arte e del pensiero. Lasciata la Russia nel 1924, I. si stabilisce in Italia. Nel 1926, a S. Pietro, pronuncia la formola di adesione alla Chiesa cattolica. Secondo il desiderio di Pio XI, assume al Pontificio Istituto Orientale e al Collegio Russo la cattedra di lingua e di letteratura russa e paleoslava.

Tra le principali opere: le raccolte di poesia, Gli Astri Piloti (1903); Cor ardens (2 voll., 1909); le tragedie Tantatos (1905; traduzione tedesca Dessau, 1940); Pro-

IVANOV, VJAČESLAV IVANOVIČ - Ritratto.

IVANOV, VJAČESLAV IVANOVIČ -

Monasteri e conventi. — Il primo monastero fu quello di S. Maria de Formentera degli Eremiti di s. Agostino. Si mantenne solo fino alla fine del sec. XIII o agli inizi del XIV, quando l'isola fu abbandonata a causa delle incursioni morose. Verso la fine del XV o i primi del XIV i Francescani si stabilirono nella chiesa di Nostra Signora di Gesù, a cui gli isolani furono devoti fin dall'antichità.

Nel 1580 ai Francescani subentrarono i Domenicani, che fondarono in città il convento di S. Vincenzo Ferrer e di S. Giacomo. Ivi si mantenerono fino al 1836. Nel 1599 fu fondato il monastero di S. Cristoforo delle Agostiniane. Nel 1653 si stabilirono ad I. i Gesuiti cacciati nel 1767 da re Carlo III.
Monumenti. — Il monumento più notevole è la Cattedrale (antica parrocchia di S. Maria) con la sua vecchia torre. La Cattedrale, costruita poco dopo la conquista cristiana del 1235, è ogivale, ma fu deturpata in parte per la ricostruzione barocca del sec. XVIII. Ne è titolare Nostra Signora delle Nevi, patrona della diocesi. Vi si conserva, fra l'altro, un prezioso ostensorio gotico, con ricchi smalti, del principio del sec. XV. Attiguo è l'edificio del Museo archeologico con collezioni pomiche e romane, con una bella sala ogivale del sec. XIII-XIV, antica cappella del Salvatore, della Confraternita delle genti del mare.

Segue, per importanza, la chiesa di S. Domenico (antico convento domenicano di S. Vincenzo e S. Giacomo), opera del Rinascimento (1592) dovuta a due maestri genovesi. Nella parrocchia di Nostra Signora di Gesù è un quadro della Madonna titolare della Chiesa, dovuto al pittore valenzano Rodrigo de Osana (figlio) degli inizi del sec. XVI.

Bibl.: F. Fita, Antigüedades eubstantias, Madrid 1907; I. Macabech, S. Maria la Mayor, Ibiza 1916; id., Sobre arqueologia ibicenca, 3 voll., Palma di Maiorca 1931-33; id., Historia de I. 7 voll., ivi 1935-43.