IVANOV, VJAČESLAV IVANOVIČ. - Poeta, filosofo e filologo russo, n. a Mosca il 16 (28)

(per cortesia del prof. Ettore Lo Gatto)
L'opera poetica dell'I. gli ha assicurato un posto di primo piano fra i poeti russi del suo tempo, cioè tra i « simbolisti ». I suoi lavori di filosofia, di estetica, di critica, le sue ricerche sulla natura storica e religiosa dei culti predionistici, la sua interpretazione filosofica e religiosa di Dostoievskii, entrano a poco a poco a far parte del comune tesoro della civiltà europea. Nella sua poesia e nei suoi saggi, I. ha tracciato le grandi linee di un sistema che, ispirandosi alla dottrina platonica dell'anamnesi, alla profonda conoscenza del retaggio classico e al costante meditare sulla Rivelazione cristiana, sta alla base del suo umanesimo cristiano, o meglio della « docta pietas » da lui auspicata. « Il cristianesimo solo (scrive I., nel Convegno) essendo la religione assoluta, ha la forza di far rivivere la memoria entologica delle civiltà alle quali si sostituisce... L'anamnesi universale in Cristo - ecco dunque la mira della cultura umanistica cristiana... ».
Alunno di Mommsen a Berlino, lascia dopo qualche anno gli studi di storia romana per orientarsi verso la Grecia, la filologia e la storia delle religioni. Viaggia per lunghi anni in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Grecia, Egitto, Palestina. Nel 1905 si stabilisce a Pietroburgo dove la sua casa (la « Torre ») diviene presto un centro dell'arte e del pensiero. Lasciata la Russia nel 1924, I. si stabilisce in Italia. Nel 1926, a S. Pietro, pronuncia la formula di adesione alla Chiesa cattolica. Secondo il desiderio di Pio XI, assume al Pontificio Istituto Orientale e al Collegio Russo la cattedra di lingua e di letteratura russa e paleoslava.
Tra le principali opere: le raccolte di poesia, Gli Astri Piloti (1903); Cor ardens (2 voll., 1909); le tragedie Tantalos (1905; traduzione tedesca Dessau, 1940); Pro-
