IVANTSOV-PLATONOV, ALEKSANDR MICHAJLOVIČ. - N. nel 1835, m. nel 1894, arciprete, noto storico ed ecclesiastico russo. Dottore in storia ecclesiastica, per l'Accademia ecclesiastica di Mosca pubblicò, dal 1858, numerosi articoli in diverse riviste, ecclesiastiche e profane. Dal 1872 fu professore nell'Università di Mosca.
Era tra i principali collaboratori del Pravoslavnoe Obozrenie («Rivista Ortodossa») che uscì tra il 1860 e il 1891. Presto ebbe rapporti con gli slavofili. Tradusse in russo le opere teologiche francesi ed inglesi di Chomjakov (gli opuscoli e le lettere all'anglicano Palmer), corredandole di ampie note. Ebbe però, in contrasto con gli slavofili, un giudizio più positivo sul cristianesimo e sulla teologia occidentale. Cercò il ravvicinamento tra clero e società, fra teologia e vita. Fu più storico e uomo di azione che non teologo speculativo. Sono noti i suoi rapporti e le sue controversie con V. Solov'ev, già suo discepolo, il quale gli rivolse 9 questioni concernenti l'intangibilità del Simbolo Niceno ed il filioque; con il filosofo B. Cicerin sui rapporti tra religione e scienza; con lo storico A. P. Lebedev sulle correnti filosofiche nei tempi dei primi concili ecumenici.
Tra le opere principali in russo notevoli: Sul cattolicesimo romano e la sua relazione con l'ortodossia (2 parti, Mosca 1869-70); Schizzo di storia del cristianesimo presso gli slavi (ivi 1869); Sulle confessioni occidentali (1ª ed., ivi 1887); Dottrina romano-cattolica sul potere del papa e Il potere secolare del papa (ivi 1868); Movimenti religiosi in Oriente nei secc. IV e V (ivi 1880-81); Le eresie e gli scismi dei primi tre secoli del cristianesimo (ivi 1876-77; dissertazione dottorale, giudicata favorevolmente dall'Harnack); Contributo alle indagini su Fazio, patriarca di Costantinopoli (Pietroburgo 1892).