IVO di CHARTRES, santo. — Canonista francese, n. a Beauvais nel 1040, m. a Chartres il 23 dic. 1115.

Studiò filosofia e teologia a Parigi, fu canonico a Nesle in Piccardia e nel 1090 fu nominato da Urbano II vescovo di Chartres, donde l'appellativo di Carnotensis con cui è ricordato. Festa il 23 dic.
Gli si attribuiscono tre importanti collezioni di diritto canonico, che rappresentano, con le opere di Burcardo di Worms, le fonti maggiori a cui attinse successivamente Graziano, per il suo Decretum. Queste collezioni consistono nella cosiddetta Collectio tripertita, nel Decretum e nella Pannornia o Panornia.
Mentre le elaborazioni citate di I. si possono considerare, sotto il rispetto materiale di raccolta di testi, un lavoro preparatorio del Decretum di Graziano, il metodo seguito, comune a quello del contemporaneo Bernardo di Costanza, si può ritenere un prodomo di quella che Graziano pose come la finalità maggiore dell'opera propria: il superamento cioè della contrarietà dei testi.
Altra caratteristica, seguita poi da Graziano e che si riscontra già in I., è quella di raccogliere insieme tanto le leges quanto i canones. La Collectio tripertita è un'opera non originale, ma derivata, in quanto, secondo la tesi del Fournier (v. BIBLICA), le due prime parti di essa costituirebbero una raccolta cronologica di testi, ricavati dal Decretum di
Burcardo di Worms e da altre collezioni, di origine italiana. D'altra parte non si sa neppure con sicurezza se 1. sia l'autore materiale o soltanto il promotore di questo primo blocco della Tripertita. La terza parte della Colleccio predetta apparirebbe invece come un sommario del Decreto di I. Ciò che aumenterebbe il sospetto che anche l'intera raccolta non fosse opera diretta di lui. Quanto al Decretum, il Fournier ritiene che esso sia una raccolta disorganica compiuta tra il 1090 e il 1095, e ricavata dal Decreto di Burcardo, dalle due prime parti della Colleccio tripertita, da una Colleccio simile alla Colleccio Britannica e dal Digesto. Il Fournier mette in dubbio che il Decretum sia opera diretta di I.
La Pannornia, infine, sempre secondo il Fournier, sarebbe opera più propria di I., ma in essa tuttavia non si escluderebbe l'aiuto di altri. Sarebbe essa una collezione sistematica compiuta verso il 1095, dopo il Decretum e con il materiale di questo, ma con aggiunte estranee ad esso.
Contrariamente alla tesi esposta, il Bliemetzrieder, scrive a I. il Decretum, in quanto il prologo di I. si riferisce a quell'opera e non già alla Pannornia, come ritiene il Fournier. Lo stesso autore dubita invece che la Pannornia possa essere di I. Il Decretum, la Pannornia e la Colleccio tripertita furono editi in PL 161, 47-1423.