IVO di CHARTRES, santo. - Canonista francese, n. a Beauvais nel 1040, m. a Chartres il 23 dic. 1115.
(fot. Enc. Catt.) IVO di CHARTRES, santo - Prologue in Decretum (sec. XII) - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. Ist. 1357, f. 1.Studiò filosofia e teologia a Parigi, fu canonico a Nesle in Piccardia e nel 1090 fu nominato da Urbano II vescovo di Chartres, donde l'appellativo di Carnotensis con cui è ricordato. Festa il 23 dic.
Gli si attribuiscono tre importanti collezioni di diritto canonico, che rappresentano, con le opere di Burcardo di Worms, le fonti maggiori a cui attinse successivamente Graziano, per il suo Decretum. Queste collezioni consistono nella cosiddetta Collectio tripertita, nel Decretum e nella Pannormia o Panormia.
Mentre le elaborazioni citate di I. si possono considerare, sotto il rispetto materiale di raccolta di testi, un lavoro preparatorio del Decretum di Graziano, il metodo seguito, comune a quello del contemporaneo Bernardo di Costanza, si può ritenere un prodromo di quella che Graziano pose come la finalità maggiore dell'opera propria: il superamento cioè della contrarietà dei testi.
Altra caratteristica, seguita poi da Graziano e che si riscontra già in I., è quella di raccogliere insieme tanto le leges quanto i canones. La Collectio tripertita è un'opera non originale, ma derivata, in quanto, secondo la tesi del Fournier (v. BIBLICA), le due prime parti di essa costituirebbero una raccolta cronologica di testi, ricavati dal Decreto di
IVIZA, diocesi di - Cattedrale eretta nel 1235, barocchizzata nel sec. XVIII. (da P. Lavedan, Palma de Majorque et les Iles Buieures, Parigi 1936, fac. 53)Burcardo di Worms e da altre collezioni, di origine italiana. D'altra parte non si sa neppure con sicurezza se I. sia l'autore materiale o soltanto il promotore di questo primo blocco della Tripertita. La terza parte della Collectio predetta apparirebbe invece come un sommario del Decreto di I. Ciò che aumenterebbe il sospetto che anche l'intera raccolta non fosse opera diretta di lui. Quanto al Decretum, il Fournier ritiene che esso sia una raccolta disorganica compiuta tra il 1090 e il 1095, e ricavata dal Decreto di Burcardo, dalle due prime parti della Collectio tripertita, da una Collectio simile alla Collectio Britannica e dal Digesto. Il Fournier mette in dubbio che il Decretum sia opera diretta di I.
La Pannormia, infine, sempre secondo il Fournier, sarebbe opera più propria di I., ma in essa tuttavia non si escluderebbe l'aiuto di altri. Sarebbe essa una collezione sistematica compiuta verso il 1095, dopo il Decretum e con il materiale di questo, ma con aggiunte estranee ad esso.
Contrariamente alla tesi esposta, il Bliemetzrieder ascrive a I. il Decretum, in quanto il prologo di I. si riferisce a quell'opera e non già alla Pannormia, come ritiene il Fournier. Lo stesso autore dubita invece che la Pannormia possa essere di I. Il Decretum, la Pannormia e la Collectio tripertita furono editi in PL 161, 47-1423.
BIBL.: I. R. Menu, Recherches et nouvelles études critiques sur les recueils canoniques attribués à Yves de Chartres, Parigi 1880; A. Sieber, Bischof I. von Chartres und seine Stellung zu den kirchenpolitischen Fragen seiner Zeit, Königsberg 1885; P. Fournier, Les Collections canoniques attribuées à Yves de Chartres, in Bibliothèque de l'École des Chartres, 57 (1896), pp. 645-58; 58 (1897), pp. 26-77, 293-326, 410-44, 624-76; P. L. Schmidt, Der h. J. Bischof von Chartres, Vienna 1911; F. Pl. Bliemetzrieder, Zu den Schriften I. von Chartres. Ein literengeschichtlicher Beitrag, in Sitzwanger, der K. Abad. der Wiss. Philos.-histor. Kl., Vienna, 185 (1918), p. 6 agg.; J. de Ghellinck, Le mouvement théologique du XIIe siècle, 2e ed., Bruges 1948, pp. 445-59 e passim. Antonio Rota
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“IVO DI CHARTRES, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 347. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ivo-di-chartres-santo.