JEUNESSE AGRICOLE CHRÉTIENNE (J. A.C.). - Fondata nel 1929, è l'organizzazione che raccoglie nei paesi di lingua francese i giovani rurali di qualunque stato e condizione e si occupa di tutti i loro problemi. Ha un duplice scopo: educare e formare i giovani rurali sotto tutti gli aspetti (sociale, spirituale, familiare, fisico, professionale e civile); valorizzare l'ambiente rurale, dando ai rurali stessi la coscienza del loro valore nel quadro della vita nazionale.
La sua organizzazione si articola in sezioni locali, le quali sono coordinate da federazioni e da un comitato nazionale, retto da un consiglio e da un segretario nazionale. Ogni organismo ha la sua sede.
Le attività, che la J. A. C. attua per i giovani, sono denominate «servizi» e intendono rispondere a tutte le esigenze e a tutti i problemi della gioventù rurale; si ha così il servizio per i soldati, il servizio stampa, il servizio professionale, il servizio di educazione familiare, ecc.
Attualmente l'organizzazione pubblica un giornale bimestrale intitolato Jeunes forces rurales et militantes, mensile per gli elementi apostolicamente attivi.
Il distintivo è uno scudetto con la scritta J. A. C. ed una Croce su cui si attorciglia una spiga.
Parallelo e analogo a questo movimento ne esiste uno di carattere femminile.
Secondo E. Mâle la vetrata di St-Denis costituirebbe l'archetipo delle figurazioni dell'albero di J. (La part de Suger dans la création de l'iconographie du moyen âge, in Revue de l'art ancien et moderne, I (1914), p. 91). Ma nella cronaca di Guglielmo di Thorney si legge che l'abate Ugo di Fleury avrebbe acquistato nel 1091 sul continente un grande candelabro di bronzo «quod Jesse vocatur» per l'abbazia di Westminster. Secondo E. Mâle la rappresentazione dell'a. di J. sarebbe derivata dalle rappresentazioni di profeti, desunte da un sermone nel medioevo attribuito a s. Agostino, che si tenevano in Francia nella notte del Natale o nel primo dell'anno. Ma già in un manoscritto del sec. x proveniente da S. Marziale di Limoges si trova la rappresentazione dell'a. di J. con Virgilio e le Sibille.
Può darsi perciò che l'origine della scena sia da ricercarsi piuttosto nelle miniature che hanno fuso il conto-cetto della profezia di Isaia con la genealogia del Salvatore e così i commenti di alcuni Padri della Chiesa che identificarono Maria nei rami dell'albero e Gesù nel fiore che sboccia alla sommità.
Certo, soprattutto in Francia, il tema è riprodotto di frequente nei secc. XII-XVI nelle vetrate della cattedrali, negli affreschi, nei portali, nelle tappezzerie, negli smalti, negli avori, in Bibbie miniata, in Evangeliani, Salterii, Libri d'ore, ecc.
In Germania si trova nel soffitto di Hildesheim sec. (XII); in Austria nella volta della navata centrale di Maria Saal (ca. 1480). In Italia nel pulpito romanico di S. Piero in Scheraggio, oggi in S. Leonardo in Arcetri presso Firenze; nel portale della cattedrale di Genova, nel battistero di Parma, nella porta di S. Zeno a Verona, in un affresco del duomo a Napoli, in un pilastro del duomo di Orvieto, ecc.
In Spagna in un pilastro del chiostro di S. Domingo de Silos, nel portale della Gloria di S. Giacomo di Compostella, nel chiostro della cattedrale di Pamplona in Burgos, nella cappella della Concezione fatta erigere dal vescovo Luis de Acuña, attribuita a Diego la Cruz; a Zamora sulla tomba del canonico Juan de Grado (m. nel 1507).

Jesse. albero di - Miniatura dell'Hortus Deliciarum, f. 80v (ca. 1230) - Parigi, Biblioteca nazionale.