KITTEL, GERHARD.- Teologo biblico protestante, n. a Breslau il 23 sett. 1888, m. a Tubinga l'11 luglio 1948. Studiò teologia e lingue orientali in Berlino, Tubinga e Halle, nel 1913 prese la libera docenza a Kiel. La riprese nel 1917 a Lipsia, dove il 24 marzo 1921 fu promosso professore straordinario per le scienze del Nuovo Testamento e del tardo giudaismo; ma già il 5 ag. 1921 venne eletto ordinario della stessa materia a Greifswald, donde il 1 ott. 1926 si trasferì a Tubinga come ordinario di teologia neotestamentaria. Dal 1939 al 1943 diede lezioni a Vienna. Fu arrestato il 3 maggio 1945 e trasportato nel campo di Balingen e dopo, per concessione, trasferito nella badia di Beuron.
Ideatore e direttore del Theologisches Wörterbuch zum Neuen Testament (5 voll.: A-O, Stoccarda 1932-51; continuo sotto la direzione di G. Friedrich); diresse anche la rivista Deutsche Theologie (1934 sgg.), e, succedendo al padre, fondatore, i Beiträge zur Wissenschaft vom Alten und Neuen Testament. Utilissime le sue opere sulle origini del cristianesimo, per la scienza delle cose giudaiche ed ellenistiche, dove K. rivendica l'originalità del cristianesimo primitivo (cfr.: G. Messina, in Biblica, 15 [1934], p. 113 sgg.).
Dedicatosi allo studio dei testi rabbinici, con il suo maestro Israel I. Kahan curò un'edizione e versione del midrash Sifré; iniziò la collezione Rabbinische Texte (1933 sgg.), recentemente ripresa. Ma, teologo decisamente luterano, concepì in una maniera troppo irriducibile l'opposizione tra giudaismo e cristianesimo, propone di ridurre, dopo l'emancipazione, i giudei oggi dispersi tra i popoli ad una specie di gérin: cittadini menomati nei diritti generali, ma «stimati nei propri». E ritenne persino opportuno di invitare i giudei credenti a sottomettersi come ad una attività di Dio. Però nemmeno le opere compilate sotto tale influsso sono prive di valore scientifico; p. es., le Forschungen zur Judenfrage (1937 sgg.) e l'articolo di Theol. Lit. Zeitung, 69 (1944), coll. 10-20, contengono utili raccolte di epigrafi giudaiche antiche e di studi su di esse.
Non si può accusare K. di avere promosso l'antisemitismo volgare nazista (cioè razzista). K. non fu membro dell'Istituto di A. Rosenberg per la Ricerca del problema giudaico. Il suo indirizzo ecclesiastico non era connesso con i Deutsche Christen, ma piuttosto con la Chiesa confessante, fedele al suo «vescovo» perseguitato. Entrò nel partito hitleriano, ma non si fece schiavo del partito. La sua maniera di considerare il problema giudaico fu assai differente da quella politica ufficiale. La sua morte prematura, condizionata per le sofferenze specialmente psichiche dell'arresto, fu una gravissima perdita della scienza biblica internazionale.
Altre opere di K. intorno al cristianesimo primitivo: Oden Salomos (1914); Jesus und die Rabbinen (1914); Jesus als Seelsorger (1917); Rabbinica: Paulus im Talmud, Die Macht auf dem Haupt, Runde Zahlen (1920); Sifré zu Deut., fasc. 1 (1922), illustra l'ambiente del cristianesimo nascente; Urchristentum-Spätjudentum-Hellenismus (1926); Jesus und die Juden (1926); Die Probleme des palästinensischen Spätjudentums und das Urchristentum (1926); Die Lebenskräfte der ersten christlichen Gemeinden (1926); Die Religionsgeschichte und das Urchristentum (1932); Die Genealogia der Pastoralbriefe, in Zeitschrift f. d. neuest. Wissenschaft, 20 (1921), pp. 49-69; Die Stellung des Jakobus zu Judentum und Heidenchristentum, ibid., 30 (1931), pp. 145-57; Christus und Imperator. Das Urteil der ersten Christenheit über den Staat (1939); Der geschichtliche Ort des Jakobusbriefes, in Zeitschrift f. d. neuest. Wissenschaft, 41 (1942), pp. 71-105. Intorno al problema giudaico: Die Judenfrage. Mit 3 Beilagen: Antwort an M. Buber. Kirche und Judenchristentum (2a ed. 1933); Ein theologischer Briefwechsel (1934), con K. Barth.