LACUNZA Y DIAZ, MANUEL de. - Gesuita, teologo, n. a Santiago del Cile il 19 giugno 1731, m. a Imola il 18 giugno 1801. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1747. Cacciati in seguito i Gesuiti da tutte le terre dipendenti dalla corona di Spagna, il L. si rifugiò, con altri confratelli, a Imola (allora appartenente allo Stato pontificio), ove, conducendo una vita molto ritirata, compilò la voluminosa opera escatologica: Venida del Mesías en gloria y majestad, sotto lo pseudonimo di Juan Josafet Ben-Ezra.
È divisa in tre parti; nella prima l'autore distingue un triplice millenarismo: eretico (Cerinto), giudaizzante
(Apollinare), ortodosso (Giustino, Ireneo, Lattanzio); il L. si schiera per quest'ultimo, sostenendo una duplice resurrezione. Nella seconda passa in rassegna i principali fenomeni, che precedono l'instaurazione del regno millenario (le 4 bestie di Daniele, l'anticristo, la conversione dei Giudei). Nella terza descrive la venuta gloriosa di Cristo, il Giudizio universale, la nuova Gerusalemme e la felicità del regno millenario.
Stampata postuma nella Spagna, in data e luogo incerti (forse nell'isola S. Fernando presso Cadice), ebbe numerose edizioni e traduzioni (latino, italiano, inglese). Composta da un uomo dotto e pio, che nella speranza di un'età migliore leniva le sofferenze dell'esilio, l'opera, dalle pagine apocalittiche e soffuse di mistico afflato, suscitò grandi entusiasmi e vivaci contrasti, che ebbero il loro epilogo nell'inserzione all'Indice, il 6 sett. 1824 (v. MILLESARBATO).