LAMBRUSCHINI, GIOVANNI BATTISTA

LAMBRUSCHINI, Giovanni Battista. - Teologo e vescovo, fratello maggiore del card. Luigi, n. a Sestri Levante il 28 ag. 1755, m. a Orvieto il 24 nov. 1827. Nominato professore del Seminario di Genova, si rese noto per la sua avversione alle idee rivoluzionarie e nel 1797 fu imprigionato nella fortezza di Savona; liberato, gli fu proibito di tornare a Genova. Mutate però, nel 1799, le condizioni politiche, vi ritornò e fu nominato vicario generale.

Capovolta nuovamente la situazione si rifugiò a Roma, dove il Papa lo nominò prima vescovo titolare di Azoto, poi, nel 1805, amministratore, e, il 14 ag. 1807, vescovo di Orvieto. Qui accolse presso di sé Angelo Mai e parecchi gesuiti esiliati, tra i quali anche il p. Luigi Fortis, che fu poi generale della Compagnia. Rifiutò i tesi di prestare il giuramento richiesto dal governo franco, dovette interrompere la visita pastorale e andare in esilio a Torino nel 1809, poi a Bourg-en-Presse, infine a Belley. Nel 1814, ritornato ad Orvieto, si dedicò con ardore al risanamento morale della sua diocesi.

Frutto del suo insegnamento sono due riassunti, uno di tutta la dogmatica, Theologia dogmatica (Genova 1788), l'altro del De Gratia (ivi 1789). Il suo nome però è legato a un'operetta di devozione intitolata Guida spirituale per la diocesi di Orvieto (Roma 1823), edita parecchie volte e tradotta in tedesco.

BIBL.: Cappelletti, V, p. 526; C. Gazola, Vita di G. B. L., Orvieto 1841; Hurter, V, coll. 858-59.