Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Opere caritative, associazioni religiose, confraternite

LAZZARETTO (OSPEDALE)

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Noto anche come: inglese: lazaret, lazaretto; spagnolo: lazareto; francese: lazaret; lazaretto

LAZZARETTO (OSPEDALE). - Con il diffondersi delle pestilenze, nella seconda metà del sec. xiv, s'incominciò ad isolare i malati di morbi contagiosi, perché non trasmettessero ad altri i loro mali.

Venezia fu la prima a istituire un ospedale per malati contagiosi; nel 1403, infatti, la Signoria veneta tolse agli Eremiti dell'Ordine di S. Agostino l'isola di S. Maria di Nazareth, dove quei frati avevano edificato un monastero ed una chiesa, su cui già sorgeva un ospedale per pellegrini, mutandolo in ospedale per malati contagiosi. Il nome «l.» a esso dato pare derivasse da un'alterazione di pronuncia del Nazarethum o dalla vicinanza con l'isola di S. Lazzaro; la denominazione passò in seguito a tutte le istituzioni del genere. I successivi decreti del 1448 e del 1476 confermarono l'istituzione che, amministrativamente, si mantenne in vita mediante le entrate dell'ufficio del sale e a mezzo di oblazioni di privati, fino a crearsi il concetto del dovere morale di testare lasciati in favore del l. In breve tempo, i l. si moltiplicarono nelle città italiane. Nel 1488 Milano ne fece costruire uno proprio con notevoli progressi nella sistemazione interna; e circondato da un fossato di 10 braccia di larghezza.

Il l. furono costruiti a distanza dall'abitato, non troppo vicini per evitare il contagio, né troppo distanti onde esser agevolmente raggiunti da parte dei malati. Si ebbe cura di non orientarli ai venti occidentali, ritenuti nocivi perché putridi e causa, si pensava, di diffusione d'epidemia.

Come mezzo d'isolamento, si costruirono in luoghi elevati e in isole, preferendo l'isolamento creato dall'acqua, per cui si costruivano ampi fossati quando non fosse possibile altrimenti; così a Roma, nel 1636, il card. Gastaldi fece costruire il l. nell'isola Tiberina. I malati, per quanto compatibili con l'affollamento, venivano disposti in locali arieggiati; ma in tempi d'epidemia servirono come ricovero i portici e baracche sussidiarie; una cappella per gli Uffici divini era collocata nel centro del l. L'aria veniva depurata con suffumigi nell'interno degli ambienti, versando sul fuoco vivo sostanze fortemente odorose; gli oggetti dei deceduti venivano inceneriti.

Necessaria fu anche la costruzione di l. nelle città portuali, per difendersi dall'importazione di morbi contagiosi. Tali luoghi di quarantena, dopo i perfezionamenti dovuti all'esperienza acquisita con il volgere degli anni, furono costituiti ciascuno di quattro fabbricati a due piani con opportuna distanza tra loro. Il primo serviva per abitazione del personale superiore: ispetiore, commissario, medici, chirurghi, speziale, sacerdote e ufficiali; nel secondo erano collocati gli uffici e la cappella; nel terzo, dove si svolgeva la quarantena, era collocata l'infermeria dei malati sospetti ed i magazzini delle merci provenienti da luoghi infetti. Questi primi tre edifici erano distanti tra loro non meno di quaranta piedi. Il quarto doveva distare dagli altri almeno duecento; in esso erano ospitati coloro che erano manifestamente colpiti dal male e deposte le merci dei bastimenti che avevano avuto malati a bordo. Sentinelle erano a guardia dei cortili dove i convalescenti potevano passeggiare, sorvegliando che non si commettessero infrazioni. In luogo appartato e ben lontano era la camera mortuaria.

Bibliografia2 opere
BIBL.: A. Pazzini, Storia della medicina, I, Milano 1947, p. 359 sgg.; A. Castiglioni, Storia della medicina, nuova ed., Verona 1948, v. indice.

Gustavo M. Apolloni

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Di Gustavo Maria Apolloni

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 994–995.

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vol. 7, coll. 995–996

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Apolloni, Gustavo Maria. “Lazzaretto (Ospedale).” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 994–995. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lazzaretto-ospedale.

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Apolloni, Gustavo Maria. “Lazzaretto (Ospedale).” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 994–995. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lazzaretto-ospedale.

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