LAZZARETTO (OSPEDALE). - Con il diffondersi delle pestilenze, nella seconda metà del sec. xiv, s'incominciò ad isolare i malati di morbi contagiosi, perché non trasmettessero ad altri i loro mali.
Venezia fu la prima a istituire un ospedale per malati contagiosi; nel 1403, infatti, la Signoria veneta tolse agli Eremiti dell'Ordine di S. Agostino l'isola di S. Maria di Nazareth, dove quei frati avevano edificato un monastero ed una chiesa, su cui già sorgeva un ospedale per pellegrini, mutandolo in ospedale per malati contagiosi. Il nome «l.» a esso dato pare derivasse da un'alterazione di pronuncia del Nazarethum o dalla vicinanza con l'isola di S. Lazzaro; la denominazione passò in seguito a tutte le istituzioni del genere. I successivi decreti del 1448 e del 1476 confermarono l'istituzione che, amministrativamente, si mantenne in vita mediante le entrate dell'ufficio del sale e a mezzo di oblazioni di privati, fino a crearsi il concetto del dovere morale di testare lasciati in favore del l. In breve tempo, i l. si moltiplicarono nelle città italiane. Nel 1488 Milano ne fece costruire uno proprio con notevoli progressi nella sistemazione interna; e circondato da un fossato di 10 braccia di larghezza.
Il l. furono costruiti a distanza dall'abitato, non troppo vicini per evitare il contagio, né troppo distanti onde esser agevolmente raggiunti da parte dei malati. Si ebbe cura di non orientarli ai venti occidentali, ritenuti nocivi perché putridi e causa, si pensava, di diffusione d'epidemia.
Come mezzo d'isolamento, si costruirono in luoghi elevati e in isole, preferendo l'isolamento creato dall'acqua, per cui si costruivano ampi fossati quando non fosse possibile altrimenti; così a Roma, nel 1636, il card. Gastaldi fece costruire il l. nell'isola Tiberina. I malati, per quanto compatibili con l'affollamento, venivano disposti in locali arieggiati; ma in tempi d'epidemia servirono come ricovero i portici e baracche sussidiarie; una cappella per gli Uffici divini era collocata nel centro del l. L'aria veniva depurata con suffumigi nell'interno degli ambienti, versando sul fuoco vivo sostanze fortemente odorose; gli oggetti dei deceduti venivano inceneriti.
Necessaria fu anche la costruzione di l. nelle città

(fot. Alinari)