LAZZARO, IL MENDICO

LAZZARO, il MENDICO. - È menzionato da Gesù nella parabola di Lc. 16, 19-31. Ritengono storico L. e il racconto Tertulliano, s. Ambrogio, s. Girolamo, s. Ireneo, s. Bonaventura, C. a Lapide, e altri. S. Cirillo Alessandrino crede che la persona di L. sia storica, il racconto no; così Teofilatto, Eutimio, Maldonato, L. Fonck. La maggioranza dei moderni, con L.-C. Fillion, J. Knabenbauer, M. Sales, M.-J. Lagrange, D. Buzy, J.-M. Vosté, ritengono fittizio nome e racconto.

Sulla dottrina insegnata nella parabola non tutti si accordano. Buzy, seguito da Marchal (in La Ste Bible,

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(da Wilpert, Sarcofagi, tav. 159, 1) LAZZARO DI BETHANIA - Risurrezione di L. Particolare di sarcofago del sec. IV - Roma, Museo delle Terme.
ed. L. Pirot, Parigi 1948) ritiene che la parabola tratti solo della possibile sorte diversa dei ricchi e dei poveri, senza accenno all'uso morale delle ricchezze; la maggior parte dei commentatori invece, con Vosté, vede qui la sanzione per il cattivo uso delle ricchezze e il premio per la povertà pazientemente sopportata.

BIBL.: J.-M. Vosté, Parabolus selectae D. N. I. C., II, 2ª ed., Roma 1933, pp. 738-62. Pietro De Ambroggi

ICONOGRAFIA. - Nel ciclo pittorico di S. Angelo in Formis è rappresentato il banchetto del ricco epulone mentre a destra un cane lambisce le piaghe al mendico L., disteso a terra; nella scena seguente, dalla fornace dell'inferno il ricco tende le braccia verso Abramo che, assiso a destra, in alto, tiene sulle ginocchia un piccolo bambino (l'anima del povero L.).

La parabola venne raffigurata anche in un manoscritto greco della Biblioteca nazionale di Parigi e nell'Hortus Delicianum; nel sec. XII appare a Moissac, ad Avila, ad Aosta ecc. In Inghilterra, nel castello di Northampton, un affresco datato al 1252 mostra L. scacciato dal ricco. A. Winchfield, nello Hampshire, alla fine del sec. XV era dipinta la storia di L. e del ricco. Questi, assiso a tavola con tre dame, fa scacciare L. che chiede l'elemosina alla porta mentre un cane gli lambisce le piaghe. Di fianco rappresentava L. morto, di cui un angelo raccoglie l'anima raffigurata da un bambino, accolto in cielo da una maestosa figura nimbata, mentre di sorte le fiamme circondano il ricco.

BIBL.: J. Wilpert, Moosiben, pp. 837-38. Enrico Josi
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“LAZZARO, IL MENDICO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 611. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lazzaro-il-mendico.