LE MANS, DIOCESI di. - Città e diocesi nel dipartimento della Sarthe in Francia.
Sopra una superfice di 6244 kmq. ha una popolazione di 412.214 ab., dei quali 375.391 cattolici. Conta 401 parrocchie servite da 485 sacerdoti diocesani e 120 regolari, grande e piccolo seminario; ha 6 comunità religiose maschili e 33 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 243). È suffraganea di Tours.
È l'antica Vindunum, capitale dei Cenomanes, quindi città romana. Nel IX sec. fu redatto nella curia di Le M. un libro episcopale da s. Giuliano fino ad Alderico (832-837), con il titolo Actus pontificum Cenomanis in urbe degentium. Si hanno inoltre sei cataloghi episcopali, il primo e il terzo fino al vescovo Gervasio (1036-55); il secondo e il sesto fino a Guido (1135); il quarto fino a Maurizio (1216-1311); il quinto fino a Guglielmo (1145-1187). Il santo più venerato in età merovingia fu s. Vittorio vescovo di Le M. (m. nel 490): in suo onore fu eretta una basilica, ricordata nel VII sec. alla quale era adiacente quella dedicata al vescovo s. Giuliano. Un documento imperiale dell'anno 832 menziona i due monasteri dipendenti (A. Poncelet, in Analecta Bollandiana, 22 [1903], p. 156). Al tempo del vescovo Aldrico furono traslati nella cattedrale i corpi dei vescovi Vittorio, Giuliano, Turbio, Pavazio e Liborio. La leggenda indica la primitiva cattedrale come costruita sul luogo della dimora del defensor romano, poi ingrandita e trasformata dai vescovi Vittorio e Innocenzo (533-539) che dedicò ai ss. Gervasio e Protasio ponendo loro religie sotto un nuovo altare. Distribuita alla fine del sec. VIII, il vescovo Francone e s. Aldrico la ricostruirono, ma fu distrutta dall'incendio degli invasori Normanni.
Rifatta ancora dal vescovo Mainardo (951-970), subì altri danni. Nuove fondazioni furono iniziate dal vescovo Vulgrino nel 1060, poi continuata dal vescovo Arnoldo e Hôel il quale la consacrò il 17 ott. 1093, trasferendovi le religie di s. Giuliano; nel 1110 fu rifatta la nave centro-trale del vescovo Ildeberto, sotto la direzione del monaco Giovanni dell'abbazia della S. Ma Trinità di Vendôme. Devastata per due volte da un incendio, ne iniziò le riparazioni il vescovo Guglielmo de Passavant (1145-87). Un nuovo coro fu eretto dal vescovo Amelino (1217-54). Il transetto fu ripreso alla fine del sec. XIV, ma venne finito solo nel 1430. Il card. Filippo di Lussemburgo, vescovo di Le M. dal 1477 al 1507 e dal 1509 al 1519, fece erigere un sontuoso Lectorium decorato da molte statue e bassorilievi, distrutto dagli Ugonotti nel 1562. Di grande importanza sono le vetrate; le più antiche con scene della vita di Gesù Cristo e dei santi patroni della cattedrale (sec. XII), poi scene allegoriche con ritratti di donatori e benefattori (sec. XIII) quali il card. Fillastre, Renato I e Luigi d'Angiò, re Renato e Maria di Blois, e ancora altre scene del Nuovo Testamento (sec. XV; cf. E. Hucher, Calques des vitraux peints de la cathédrale du M., Le Mans 1864). Gli stalli del coro con intagli rappresentanti scene della vita di Gesù Cristo e allegorie vennero mutilati nel 1768 e nel 1830; tolti nel 1855 sono ora nell'interno della Sacrestia. Notevole è poi una grande edicola per il breviario pubblico. Tra le tombe monumentali nell'interno della cattedrale si ricordano la tomba della regina Berengaria (XIII sec.) portata nei 1821 dall'antica abbazia di Epau; la tomba di Carlo d'Angiò, conte del Maine (1472), attribuita a F. Laurana, e quella di Guglielmo di Bellay (1557). All'esterno in origine erano due imponenti torri delle quali Guglielmo il Conquistatore aveva chiesta al vescovo Ildeberto la demolizione perché dominavano il castello; quella a settentrione oggi non esiste più.
Il portico fu eretto nel 1158; sul timpano del portale meridionale è rappresentato Gesù Cristo tra i simboli degli Evangelisti e angeli turiferari, nella volta scene del Nuovo Testamento, ai due lati del portale sono i dodici Apostoli. Altre chiese notevoli sono: Notre-Dame de la Couture (Cultura Dei) antica abbazia benedettina fondata dal vescovo s. Bertrando (sec. VI), saccheggiata dai Normanni, ricostruita più volte, al X sec. dall'abate Gauzberto; il coro, contenente cinque cappelle, venne modificato nel sec. XV. Sotto il coro è una cripta dove fu deposto s. Bertrando. Il caratteristico sudario del Santo si conserva nella sacrestia. All'esterno il portale contiene la scena del giudizio finale e le statue degli Apostoli. L'annesso edificio dell'abbazia è oggi adibito parte per la prefettura, parte a museo (vi si conserva la lastra tombale di Goffredo Plantageneto) e a biblioteca, ricca di 500 manoscritti e oltre 50.000 stampati (A. Ledru, Eglise de Notre-Dame de la Couture, Le Mans 1924). Altra abbazia fu quella dei ss. Vincenzo e Lorenzo fondata da s. Donnolo (559-581) che vi fu sepolto; fu pure distrutta dai Normanni e ristabilita nel sec. XI (R. Triger, L'abbaye de St Vincent du M., sa reconstruction au XVIIe et XVIIIe siècles, in Revue historique du Maine, 4 [1924], pp. 173-220). St-Julien, oggi Notre-Dame du Pré, eretta nel 586, è un'antica abbazia di monache benedettine, restaurata nei sec. XVIII e XIX. Un bassorilievo del sec. XIV rappresenta la traslazione delle religie di s. Giuliano. St Pierre de la Cour (X-XIII sec.) era l'antica cappella del castello, oggi adibita a scuola professionale.
Di Le M. furono il P. J. Bonnet (1665-1752), missionario nel Siam e nella Cina, e il benedettino don Guglielmo (v.).