LEMOS, TOMMASO de. - Teologo domenicano, n. a Rivadavia (Galizia) nel 1546 ca., m. a Roma il 23 ag. 1629. Entrò nell'Ordine nella sua città natale. Reggente dello Studio di Valladolid nel 1590, insegnava nel 1594 quando fra i Gesuiti e i Domenicani si accese la controversia molinista. Fu scelto, con il confratello Diego Alvares, a rappresentare ufficialmente l'Ordine nelle discussioni, quando Clemente VIII avocò a sé la soluzione di quella controversia. Nelle 47 dispute tenute in quattr'anni (1602-1606) dinanzi a Clemente VIII e Paolo V, manifestò eloquentemente la forza del suo ingegno e le
sue doti oratorie. Chiuse le discussioni, rifiutò l'episcopato offertogli dal Re di Spagna, e si ritirò nel convento della Minerva a Roma.
Raccolse egli stesso gli atti delle 47 dispute che furono pubblicati solo nel 1702: Acta omnia congregationum ac disputationum (Lovanio 1702). Scrisse ancora molto sul dibattuto argomento; famosa è la Panoplia gratiae (4 voll., Liegi 1676), certamente una delle opere migliori della scuola tornata sulla Grazia. L'Ordine prese energicamente le difese del L. quando quest'opera fu attaccata dall'inquisitore Knippenberg.