LAUNOY, Jean de. - Teologo gallicano, n. a Valdecic (Piccardia) il 21 dic. 1603, m. a Parigi il 10 marzo 1678. Nel 1636 a Parigi si laureò e fu ordinato sacerdote. Professore alla Sorbona, fu privato della cattedra per critiche alla condanna di A. Arnald. Molto stimato per la straordinaria attività, nella questione di fede la sua tendenza antitradizionale la confinò ai margini dell'ortodossia.
Ca. 80 sono le sue opere, di cui una trentina all'Ir. dice. Ne curò l'edizione completa il Granet (10 voll., Ginevra 1731-33). L. è avversario della infallibilità pontificia, dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione della Vergine. Rispetto alla Penitenza è un contrizionista e nel famoso trattato: Regia in matrimonium potestas (Parigi 1674), considera il matrimonio cristiano un puro contratto civile, soggetto per diritto proprio solo all'autorità dello Stato, arrivando a sostenere che per « Ecclesia », il Concilio di Trento (sess. XXIV, can. 4) intese i principi secolari. Quanto alla Grazia e Predestinazione, accusa s. Agostino di novità e opposizione agli altri Padri. Attaccò le primitive tradizioni cristiane della Francia (venuta in Provenza di s. Lazzaro, evangelizzazione di Parigi per opera di s. Dionigi Aeropagita) e i privilegi monastici antichi (scapolare del Carmine). In questo campo le sue conclusioni concordano con quelle dei moderni critici, ciò che spiega il richiamo al suo nome al-mizio del sec. XX.