LEOPOLDO II, granduca di Toscana. - N. II 3 ott. 1797 a Firenze, m. il 29 genn. 1870 a Roma. Figlio di Ferdinando III e di Maria Luisa Amalia di Napoli, lasciò Firenze con la famiglia dopo l'invasione francese nel 1799 e seguì il padre nelle peregrinazioni all'estero, a Salisburgo e a Würzburg. Ritornato in patria dopo la caduta di Napoleone, alla morte di Ferdinando III, nel 1824, divenne granduca. Ben preparato all'amministrazione pubblica, L. si dimostrò sovrano di non comuni doti.
Vivamente preoccupato del bene dei suoi sudditi, e del benessere economico del paese, accordò ospitalità a coloro che, perseguitati altrove, cercarono rifugio in Toscana. L. permise che nel 1839 si tenesse a Pisa il primo congresso degli scienziati italiani, riunione di carattere, oltre che accademico, anche politico, a favore dell'idea nazionale. Nel 1848 L. concesse uno statuto di acconsenti alla partecipazione toscana alla prima guerra d'indipendenza ma, non volendo sanzionare la legge sulla Costituente italiana, si ritirò a Gaeta, dove già si trovava Pio IX. Al suo ritorno continuò le trattative con la S. Sede per la conclusione di un concordato definitivo (alcuni articoli preliminari erano già stati convenuti il 30 marzo 1848), firmato il 25 apr. 1851 a Roma. Si allentarono in parte i vincoli della legislazione giurisdizionale di Leopoldo I a vantaggio dei buoni rapporti tra Stato e Chiesa. Nel 1859 L., perduto il granducato, si stabilì in Austria. Recato a Roma nel 1869 per sottrarsi alla rigidità del clima nordico, vi morì alcune settimane dopo.
LEOPOLDO I, imperatore - Ritratto. Incisione di Cristoforo A. Wagner.
zione politica-amministrativa; la situazione religiosa si stabilizzò, il cattolicesimo ridivenne di nuovo esuberante e vitale. Soprattutto dopo l'invasione turca del 1683 si avverò una grandiosa rinforitura culturale: ricostruzione e costruzione di chiese, palazzi, conventi (J. B. Fischer, V. Erlach; J. Prandauer: L. V. ILDEBRANDO), sfarzosa-mente affrescati (i due Altomonte; J. M. Rotmayr; D. Gran; P. Troger); il predicatore di corte, p. Abramo di S. Chiara era l'oratore sacro più famoso del secolo; l'opera italiana fece trionfale ingresso (Burnacchini) a Vienna; insomma, il volto barocco dell'Austria fu creato in quest'epoca.