LETTONIA (Latvia). – Repubblica baltica, proclamatasi indipendente dall’Impero russo il 18 nov. 1918 ed annessa, quale repubblica federata, all’U.R.S.S. il 4 ag. 1940. Nel 1945 ne veniva distaccata una parte del distretto di Jaunlatgale (1160 kmq. con 30 mila ab.), che passava alla R.S.F.S.R. (Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa). In tal modo la L. si estende oggi su 64.630 kmq., rimanendo pur sempre la maggiore (ma non la più popolosa) delle tre repubbliche baltiche aggregate all’U.R.S.S.
I. GEOGRAFIA
Il territorio, che forma parte del grande bassopiano sarmatico (massima altezza 314 m.) è pianeggiante e ben coltivato ed ha un perimetro costiero di ca. 500 kmq., incurvato dall’ampio golfo di Riga. Il clima ha carattere continentale, appena mitigato sul litorale.La popolazione, che era di 2 milioni di ab. alla vigilia dell’ultima guerra, venne valutata a 1,8 milioni nel 1945 per le perdite subite in conseguenza di azioni belliche e per il forzato esodo della minoranza tedesca e dei deportati per motivi politici nell’U.R.S.S. Accanto al 75,5% di Lettoni si avevano, nell’anteguerra, il 12% di Russi, il 3,2% di Tedeschi, il 2,5% di Polacchi, il 4,8% di Ebrei, ecc. Una sola città, Riga, la capitale, superava i 100 mila ab. (385 mila nel 1935), ed una i 50 mila, Liepaja (57).
Agricoltura (cui si dedicano oltre i 2/3 della popolazione), silvicoltura (27% della superficie della L. è coperta di boschi) ed allevamento formato le basi dell’economia nazionale. La prima dà cereali (insufficienti al consumo interno) e soprattutto lino, monopolio di Stato; la seconda una buona produzione di legname; il terzo (bovini) alimenta, fra l’altro, un fiorente burrificio. Modeste le risorse del sottosuolo (torba). Le industrie consentivano una limitata esportazione (cellulosa, carta e fiammiferi), ma la bilancia commerciale si chiudeva, prima della guerra, con un passivo più o meno notevole. L’inserzione della L. nell’economia sovietica ha certo decisamente mutato le sue caratteristiche, ma nulla di preciso si sa.