LIBERATA, SANTA

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LIBERATA, santa. - Sconosciuta alla più antica tradizione agiografica, fu però molto venerata nel medioevo; molto discussa e problematica è la sua esistenza. Sembra che si tratti di uno dei tanti nomi con i quali fu venerata nelle regioni settentrionali d’Europa la ipotetica s. WILGEFORTIS, SANTA (v.).

Esiste comunque una doppia tradizione, che fa di L. una martire spagnola o una vergine monaca italiana. Nella leggenda spagnola, L. era figlia di un re pagano Catellio, la cui moglie Calisia in un sol parto diede alla luce nove bambine, tra cui L. Per paura del marito, Calisia fece sparire le bambine, affidandole a diverse nutrici, che le educarono cristianamente. Scoppiata più tardi la persecuzione, le ragazze furono arrestate e condotte proprio al tribunale del padre. Questi le riconobbe e cercò di far loro rinnegare la fede per poterle salvare: ma invano. Concesse allora un po’ di tempo perché potessero riflettere, ma la fanciulle ne approfittarono per scappare. Furono però ritrovate ed uccise. Il corpo di L. fu trasferito a Siguenza; ivi essa è venerata il 20 luglio. Secondo invece la tradizione italiana, L. era figlia di un certo Giovanni, signore del Moncenisio. Un giorno, vedendo insieme con la sorella Faustina, una povera vedova incolpita, sollecitò per la perdita del marito, decise di rinunciare al matrimonio e consacrarsi a Dio. L. e Faustina fuggirono da casa e accompagnate da un monaco si recarono a Como, dove il vescovo Agrippino le accolse tra le vergini della nuova famiglia benedettina. Sarebbero morte dopo una santa vita rispettivamente il 18 e il 15 genn. del 580.

BIBL. *HBL*, 7042 sg. e Suppl. *Acta SS. Iulii*, IV, 1888, pp. 50-70; H. Delchaye, *Les légendes hagiographiques*, 3ª ed., Bruxelles 1927, p. 103 sg.