LICHUDI, GIOANNICIO E SOFRONIO

LICHUDI, GIOANNICIO e SOFRONIO. - Monaci bizantini, n. a Cefalonia: Gioannicio nel 1633, sonfonio nel 1652. Studiarono a Venezia, poi nell'Università di Padova, dove conseguirono la laurea. Nel 1685 furono dal patriarca Dositeo inviati in Russia, e vi rimasero fino alla loro morte. Il patriarca Gioachino affidò loro nel 1685 l'Accademia di Mosca, che prese il nome di «Academia greco-slava». Sospettati nella loro dottrina e nella loro politica filoturca, furono internati nel monastero di Novopasskij (1689); di là mandati al monastero di Ipatiev (1704) e due anni più tardi (1706) a quello di Novgorod. Sofronio fu richiamato a Mosca nel 1707, e Gioannicio nel 1716, morendovi il 7 ag. 1717; Sofronio morì a Novopasskij nel giugno 1730.

I L. rappresentano a Mosca la tradizione bizantina, contro la tendenza filocattolica di Kiev e contro il protestantismo più o meno larvato della scuola di Tefane Prokopovič. Appena arrivati a Mosca provocarono la controversia intorno all'epiclesi, contro Simeone di Polock e Silvestro Medvedev. La controversia finì cinque anni più tardi con la vittoria dei fratelli L. e la condanna a morte di Medvedev, decapitato nel febbraio 1691. A questa lotta appartiene l'opera greca di L. a titolo "Axos (1685-87), tradotta poi in slavo e pubblicata negli Ctenija Obsest. Istor. Mosk. Univ. (1896, pp. 538-577). Contro i protestanti composero al tempo del loro esilio (1698-1704) L'eresia luterana (edita dal Cvetaev [Tsvetajev], Monum. Protest. in Russia, Mosca 1880). Contro i cattolici redassero nel 1690 i «Dialoghi tra un professore ed un gesuita» con il titolo Mede duchewnyi («Spada spirituale; stampato a Kazan', 1866-67). Inoltre i L. sono autori di numerosi altri lavori letterari e pedagogici elencati dal loro biografo Smentskovskii.

BIBL.: M. Jugic, Likhoudés (les frères), in DTHC. IX, coll. 757-60; J. Ledit, Russie, ibid., XIV, coll. 312-24; M. Smentskovskii, Bratia L., Pietroburgo 1899.