LOMBARDI, FAMIGLIA. - Dinastia folta di architetti e scultori, originari del Canton Ticino e al cui cognome Solari venne quasi sempre sostituito quello generico di Lombardo o L. Essi ebbero Venezia per massimo centro di attività, ma il loro gusto, eminentemente decorativo, sia nell'edilizia sia nella plastica, si diffuse, durante gli ultimi decenni del Quattrocento e i primi del secolo successivo, in tutto il Veneto, in Lombardia, a Ferrara e nelle Romagne, con un insieme di qualità artigiane Cosmati (v.), nella regione laziale.
Il più notevole dei L., per originalità d'invenzione e perizia esecutiva, fu PIETRO di Martino, n. a Carona,
(fot. Alinari)
LOMBARDI, FAMIGLIA - Facciata della chiesa dei Miracoli, opera di Pietro L. - Venezia.
(fot. Anderson) LOMBARDI, FAMIGLIA - Figura giacente di Guidarello Guidarelli, opera di Tullio L. - Ravenna, Istituto di Belle Arti.sul lago di Lugano, verso il 1435, e m. a Venezia nel giugno 1515. Assorbite talune eleganze della scultura fiorentina coeva, iniziò la sua attività di plastico con il sepolcro Roselli al Santo di Padova (1464-67), cui seguirono, a Venezia, quelli, più complessi e adorni, di alcuni dogi, nelle chiese dei SS. Giovanni e Paolo, dei Frari, ecc., che rimangono tipici di una tendenza fiorita e leggiadra, detta « lombardesca », non certo profondamente icastica e struttura. Meglio il suo genio sereno si esprimeva nell'ambito architettonico, con opere oltremodo significative di quel processo di aggiornamento classico che subì l'edilizia gotica veneziana, senza rinunciare alle originarie, orientali policromie. E il suo capolavoro, in tale campo, è la chiesa di S. Maria dei Miracoli (1481-89), dove l'uso dei rivestimenti marmorei a più colori, degli oculi, dischi, paraste e fregi è accoppiato ad una nitida e semplice funzionalità di strutture lineari. Collaboratori feracissimi e fedeli di Pietro L. furono i figli TULLIO (n. verso il 1455 e m. a Venezia il 17 nov. 1532) e ANTONIO (n. ca. il 1458 e m. forse a Ferrara nel 1516). Il primo ha prodotto numerose opere nel Veneto ed a Mantova, fra le quali, più che il rilievo del S. Antonio e il cuore dell'avoro nell'Arca del Santo, a Padova, e il Bacco e Arianna del Museo Estense di Vienna, emerge, per la compostezza della linea e l'abbandono elegiaco, la statua funebre del giovane guerriero Guidarello Guidarelli nel Museo civico di Ravenna. Antonio ha lasciato, fra l'altro, il rilievo con un Miracolo di s. Antonio nell'Arca del Santo, a Padova, che per purezza di forme sembra anticipare moduli neo-classici (1505), ed ha svolto una rigogliosa attività a Ferrara, dal 1506 al 1516, attorno ai famosi « camerini d'alabastro » del duca Alfonso I, nel Castello Estense, con fregi plastici opulenti, conservati in gran parte nel Museo Stieglitz a Leningrado (un sitante Marte seduto trovasi nella Galleria Estense di Modena). Figlio di Antonio fu GIROLAMO, detto anche da Ferrara (n. a Ferrara ca. il 1504 e m. ca. nel 1590), che subì l'influenza di Andrea e di Jacopo Sansovino; lavorò dapprima con successo per la Libreria e per la Loggetta sansoviniane a Venezia (1532-1540), quindi, trasferitosi a Loreto nel 1543, per quella S. Casa, dove si ammirano soprattutto di lui le quattro statue di profeti. Verso il 1550 passava a Recanati e fondeva colà in bronzo alcune fra le sue opere migliori: il ciborì, a foggia di tempietto
romano, per l'altar maggiore del Duomo milanese, il tabernacolo della cattedrale di Fermo e i rilievi delle imposte per la S. Casa di Loreto, a cui collaborò il figlio ANTONIO (n. ca. il 1550 e m. nel 1610). Lavori apprezzabili in marmo eseguirono, sempre a Loreto, con austero gusto sansovinesco, anche i fratelli di Girolamo, AURELIO (n. a Venezia nel 1501 e m. a Recanati il 9 sett. 1563), e LUDOVICO (n. ca. il 1507 e m. nel 1575).
BIBL.: L. Planiscig, Venezianische Bildhauer der Renaissance, Vienna 1921; id., Deux reliefs en marbre de Pietro L., in Gaz. des beaux arts, 1930, pp. 1-10; id., Pietro L. e alcuni bassorilievi veneziani del 400, in Dedalo, 10 (1929-30), pp. 461-87; id., Per il quarto centenario della morte di Tullio L. ..., ibid., 12 (1932), pp. 901-24; A. Callegari, Pietro L. e il lombardismo nel basso padovano, ibid., 9 (1928-26), pp. 357-85; A. Venturi, Pietro L. e alcuni bassorilievi del Quattrocento, in L'arte, 1 (1930), pp. 191-205; A. Moschetti, s. V. in Thieme-Becker, XXIII, pp. 341-45.
Alberto Neppi
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“LOMBARDI, FAMIGLIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 901. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lombardi-famiglia.