Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Arte

COSMATI

English Cita

MARMORARI, VASSALLETTO rimandano qui.

Noto anche come: inglese: Cosmati work

COSMATI. - Sotto questa denominazione generica sono compresi i marmorari operanti in Roma, in varie località del Lazio e in genere dell'Italia centrale, dal sec. XII ai primi del sec. XIV, appartenenti a diverse famiglie in taluna delle quali spesso ricorre il nome di Cosma. Essi furono sostanzialmente decoratori che eseguirono suppellettili chiesastiche come amboni, cibori, cattedre, plutei, unendo ad un certo gusto classicheggiante la predilezione per il colore diffusa dai bizantini nell'Italia meridionale, e cioè arricchendo le loro opere con intarsi di porfidi, serpentine e fascie di musaici, ma lasciando sempre, a differenza di quanto fecero i marmorari campani o siciliani, un ampio respiro al fondo bianco che inquadra e limita, contendedole, le superfici colorate. In questo senso furono decoratori raffinati poiché mantennero vivo l'equilibrio fra la superficie da decorare e l'ornato policromo. Quando si rivolsero all'architettura non curarono i complessi problemi costruttivi dei lombardi e senza preoccuparsi di ricerche volumetriche elevarono i loro edifici talvolta nei templi più antichi privi di decorazioni cromatiche (S. Maria di Falleri) con gusto nativo per le proporzioni classicheggianti, ritmando i pieni ed i vuoti, scandendo ogni monotono ricorrere dei motivi con pause armoniose.

Numerose sono le famiglie e le opere. Un marmoraro Paolo operava al principio del sec. XII a Ferentino, ed ebbe 4 figli (Giovanni, Pietro, Angelo, e Sassone), che innalzano insieme in Roma il ciborio di S. Lorenzo (1148) e poi quelli di S. Marco, dei SS. Cosma e Damiano, dei SS. Apostoli (i quali ultimi tre più non esistono) e senza Pietro quello di S. Croce in Gerusalemme. Nicola, figlio di Angelo, lavorò a Gaeta (probabilmente non al campanile, come altri ritiene), scolpì con il Vassalletto il candelabro di S. Paolo, innalzò il ciborio di S. Bartolomeo all'Isola ed infine operò a Sutri con il figlio Iacopo del quale restano imprecise testimonianze. Drudo de Trivio eresse il ciborio di Ferentino, collaborò con Luca di Cosma ai plutei di Civitacastellana e con il figlio Angelo ad un ciborio in Lanuvio.

Un marmoraro Ranuccio lavorò in S. Maria Maggiore a Tuscania ed i figli di lui Pietro e Nicola alla porta di S. Maria in Castello a Tarquinia; Giovanni e Giuttone, figli di Nicola, a S. Andrea in Flumine a Ponzano e poi all'altare e al ciborio di S. Maria in Castello; altri loro parenti operarono anche in vari centri del Lazio.

Lorenzo di Tebaldo eseguì prima in Roma un altare a S. Stefano del Cacco, poi con il figlio Iacopo costruì gli splendidi amboni di S. Maria in Aracoeli, la porta di S. Maria di Falleri e la porta maggiore del duomo di Civitacastellana. Iacopo lavorò a S. Bartolomeo, iniziò con mirabile perfezione tecnica il chiostro di S. Scolastica ed il portico di Civitacastellana che compì con il figlio Cosma (1210). Il solenne arco che interrompe il ritmo lineare della trabeazione attinge a motivi classici ed anticipa nella serenità della visione il motivo brunelleschiano della cappella Pazzi. Cosma con i figli Luca e Iacopo fece il pavimento mento della cripta di Anagni e compì il chiostro di Subiaco.

COSMATI - Ambone nel duomo di Terracina (sec. XIII).
COSMATI - Ambone nel duomo di Terracina (sec. XIII).

Cosma di Pietro Mellini architettò la cappella del Sancta Sanctorum, in forme goticheggianti; ebbe tre figli: Iacopo, decoratore di pavimenti, Giovanni, che eseguì varie tombe a S. Maria Maggiore, all'Aracoeli e altrove, e Deodato che scolpì un altare della Maddalena al Laterano ed il ciborio goticheggiante di S. Maria in Cosmedin.

Altra grande famiglia di marmorari romani fu quella dei Vassalletto. Pietro collaborò al ciborio di S. Paolo, l'unica opera interamente figurata della produzione romana, eseguì un ambone a S. Pietro (1190), opere non ben precisate a Segni (1185), la schola cantorum di S. Saba dimostrando più di ogni altro nella saldezza dell'intaglio l'assimilazione di modi classici in parte anche assunti dal repertorio decorativo degli Etruschi. I suoi capolavori sono i chiostri di S. Paolo fuori le mura e di S. Giovanni in Laterano, che iniziò da solo e compì con il figlio Vassalletto, opere di un equilibrio mirabile per la ritmica scansione dei pilastri, le felici proporzioni delle arcatelle, la raffinata eleganza decorativa, la fermezza di intaglio e la vivacità del colore distribuito in venature di musaico sulle colonnine accoppiate e sempre varie, o rappreso in dischi e rettangoli sotto la cimasa intagliata a fogliami e mascheroni. Con maggiore sobrietà di colore e più raffinato senso delle proporzioni gli stessi marmorari innalzarono il portico della basilica di S. Lorenzo fuori le mura.

Sono da ricordare ancora la famiglia dei Salvati: Pietro de Maria, che costruì il chiostro della badia di Sassovivo presso Foligno, Pietro Amabile attivo in Umbria e Abruzzo. Molte opere splendide per l'uso di larghi elementi colorati che sottolineano l'architettura sono anonime, come a Roma le cattedre di S. Balbina e di S. Cesareo, gli amboni di S. Clemente e di S. Lorenzo, gli amboni e la schola cantorum di S. Maria in Cosmedin, ove Pasquale marmorano firmò il candelabro. La enumerazione si potrebbe estendere ai pavimenti, veri tappeti di prezioso colore, nei quali i motivi continuamente variano con vivacità e fantasia quasi inesauribili.

COSMATI - Pavimento in «opus sectile» (sec. XII).
COSMATI - Pavimento in «opus sectile» (sec. XII).

Educati ad un gusto per il colore che ha lontane origini nell'arte classica e che è possibile vedere conservato nell'alto medioevo in rari frammenti di pavimentazione, sorretti in questo indirizzo dai rapporti con l'arte bizantina, che aveva nella badia di Grottaferrata un centro di espansione prossimo a Roma, i C., preparando suppellettili chiesastiche si affinarono guardando all'antico e giunsero non di rado al capolavoro anche in opere di architettura. Sforarono talora una visione rinascimentale, come i fiorentini autori del S. Miniato al Monte e subirono poi nel corso del Trecento gli influesi gotici; chiamati a lavorare nella cattedrale di Gurk (ca. 1200) e fino nell'abbazia di Westminster a Londra, esercitarono sicuramente un fascino su quel grande plastico che fu Arnolfo e sul Maitani allorché progettava la facciata del duomo di Orvieto. Il loro sistema decorativo fu continuato ad essere usato per i pavimenti a Roma fino alle soglie del sec. XVI. - Vedi tav. XXXIX.

A sinistra: SEPOLCRO DEL CARD, CONSALVO RODRIGUEZ, di Giovanni di Cosma (1299) - Roma, Basilica di S. Maria Maggiore. A destra: FACCIATA DELLA CHIESA DI S. MARIA IN CASTELLO (sec. XII) - Tarquinia.
Tav. XXXIX A sinistra: SEPOLCRO DEL CARD, CONSALVO RODRIGUEZ, di Giovanni di Cosma (1299) - Roma, Basilica di S. Maria Maggiore. A destra: FACCIATA DELLA CHIESA DI S. MARIA IN CASTELLO (sec. XII) - Tarquinia.(fot. Alinari)
Bibliografia5 opere
BIBL.: Venturi, III, pp. 788-802, 882-97; P. Toesca, Storia dell'arte italiana, I, Torino 1927, pp. 582-92, 826-29; L. Swazenski, s. v. in Thieme-Becker, VII, pp. 504-506; F. Hermanin, L'arte in Roma dal sec. VIII al XIV, Bologna 1943, v. indice (con bibl. completa); G. Giovannoni, s. v. in Enc. Ital., XI (1931), pp. 576-78.

Informazioni sulla voce

Di Guglielmo Matthiae

Fonte da una lettura OCR precedente

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 688–691.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 408
vol. 4, coll. 687–688
Pagina 409
vol. 4, coll. 689–690
Pagina 410
vol. 4, coll. 691–692

Altre voci di Guglielmo Matthiae: COSTANZA, MAUSOLEO DI SANTA · CORNACCHINI, AGOSTINO · CORK, DIOCESI DI · CONTINI, GIOVANBATTISTA · CUPOLA

Cita questa voce

Chicago

Matthiae, Guglielmo. “Cosmati.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 688–691. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/cosmati.

MLA

Matthiae, Guglielmo. “Cosmati.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 688–691. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/cosmati.

BibTeX

@incollection{ec4_cosmati,
  author    = {Matthiae, Guglielmo},
  title     = {Cosmati},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {IV},
  pages     = {688--691},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1950},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/cosmati}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.