Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Arte Particolari

COSTOLONE

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COSTOLONE. - E così denominato l'arco posto in genere diagonalmente che costituisce l'ossatura portante delle volte. Tale principio non era ignoto ai Romani che però l'applicarono solo a scopo di rinforzo e senza portare le strutture in aggetto dalla superficie. Le nervature aggettanti delle cupole ispano-moresche del secc. IX-X hanno solo funzione decorativa; tentativi di arcate resistenti si osservano invece in chiese armene della fine del sec. X e inizio del successivo, ma solamente ai costruttori lombardi deve riconoscersi il merito dell'introduzione di tale sistema e della sua diffusione.

Alla fine del sec. XI vengono adottati in S. Ambrogio e poi a S. Nazaro Maggiore, pure a Milano. Nel Lazio compaiono, verso il 1050, a S. Flaviano di Montefiascone e nelle chiese di Tarquinia; e in questo stesso secolo si trovano anche in Francia e in Inghilterra (cattedrali di Durham e di Peterborough).

COSTOLONE - Vòlta con c. della chiesa di S. Barbara, opera di B. Rejt (1540-48) - Kutná Hora.
COSTOLONE - Vòlta con c. della chiesa di S. Barbara, opera di B. Rejt (1540-48) - Kutná Hora.(fot. J. Stene)

In Francia si usarono anche c. trasversali alla navata, frequenti particolarmente in Normandia e in Borgogna, e nel tardo gotico si ebbero, anche in Inghilterra e in Germania e in Spagna, volte stellari, ossia con c. incrociati nei vari sensi. Nel gotico tardo i c. sono spesso semplici elementi decorativi.

In Italia invece i c. conservano la disposizione originaria di archi diagonali ancora in pieno Quattrocento (S. Agostino di Roma, S. Maria delle Grazie a Milano) tranne in Sicilia e in Sardegna dove si manifesta l'influsso del gotico aragonese.

Nelle absidi le nervature hanno quasi sempre valore soltanto decorativo; nelle cupole invece la funzione statica dei c. ha assunto importanza decisiva costituendo essi il sistema resistente di tutto l'organismo architettonico (massimi esempi in S. Maria del Fiore ove i c. consentirono di eliminare le centine e nella basilica Vaticana).

Nel Seicento il Guarini adottò anche nelle cupole i c. incrociati riuscendo ad ardimenti costruttivi (S. Lorenzo di Torino) superati solamente nel secolo scorso dall'Antonelli nel S. Gaudenzio di Novara.

La sezione dei c., dapprima rettangolare, si venne poi complicando di modanature sino ad assumere anche carattere decorativo. Come materiale si impiegò per lo più la pietra da taglio, ma in Emilia anche il mattone ed il cotto in genere.

Bibliografia4 opere
BIBL.: G. T. Rivoira, Le origini dell'architettura lombarda, Milano 1901, e II, ivi 1907, passim; P. Toesca, Storia dell'arte italiana, I, Torino 1927, passim; A. Michel, Histoire de l'art, II, parte 1ª, Parigi 1922, passim; P. Lavedan, L'architecture française, ivi 1944, passim.

Mario Zocca

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Di Mario Zocca

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 782–783.

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Zocca, Mario. “Costolone.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 782–783. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/costolone.

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Zocca, Mario. “Costolone.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 782–783. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/costolone.

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